Intervento in “zona Cesarini”per garantire liquidità all’azienda, consentire l’acquisto di nuovi mezzi e il ristoro dei creditori previsto dal concordato. Ma non basta . C’è da riorganizzare il management e si parla di una partnership con la milanese Atm. Il quadro, al dì la delle vicende che riguardano il personale è imbarazzante: il servizio è decimato,  dal 2016 saltate quasi tre milioni di corse per guasti ai mezzi. Spesi 8,8 milioni per il pronto intervento e il traino dei bus. Ma Gualtieri prepara la rivoluzione di Natale

Di Paolo Dordit

La municipalizzata dei trasporti è decisamente messa male e solo la ritrovata armonia tra Campidoglio e Regione ha consentito la triangolazione che garantisce adeguati flussi di cassa a fronte del crollo dei ricavi da bigliettazione durante la pandemia. La a giunta ha approvato lo schema di accordo per assicurare la liquidità necessaria a sbloccare gli investimenti in nuovi bus ibridi (19,2 milioni) e a pagare i creditori (16,6 milioni) come previsto dal concordato. L’anticipo, 40 milioni di euro, sarà restituito tramite trattenuta dal contratto di servizio, che è stato prorogato «in emergenza» (causa Covid) al prossimo 3 aprile, in due tranche da 20 milioni a febbraio-marzo. Soltanto due mesi fa, con la Giunta Raggi, questo gioco di prestigio non sarebbe riuscito. Nella stessa seduta è stata approvata anche la proroga di sei mesi del contratto di servizio per la gestione di strisce blu e parcheggi di scambio da parte di Atac. Un pop’ di ossigeno in più.
La delibera sottolinea le gravi perdite registrate da Atac nel 2020, meno 129 milioni di ricavi da bigliettazione. Il trend negativo si conferma anche quest’anno: al 30 settembre si sono persi 119 milioni rispetto allo stesso periodo del 2019. I ristori erogati finora dallo Stato non sono riusciti a colmare il disallineamento, quasi 14 milioni di euro, con un impatto negativo sulla già precaria situazione finanziaria. Da una verifica della riconciliazione debiti-crediti è emerso inoltre il mancato versamento dalla Regione al Comune di oltre 77 milioni del Fondo regionale trasporti per l’esercizio 2000. Per garantire la tenuta della società, ovvero la continuità del servizio, l’accordo «trilatero» punta a far confluire gli impegni di Comune, Regione e Atac «attraverso cui poter attivare flussi finanziari immediati». In particolare, l’acquisto di 100 bus ibridi, di cui soltanto 30 sono già su strada. Con la delibera in questione viene portato a compimento il progetto di sostituzione di circa 100 vetture Euro 3 – di anzianità tra 15 e 18 anni – con altrettante vetture ibride Euro 6, con conseguente riduzione dell’impatto inquinante. La flotta dell’azienda è ridotta proprio male e il servizio, tra bus in fiamme ed altri imprevisti è decimato Negli ultimi 6 anni gli autobus Atac hanno collezionato 926.948 guasti. Così, dal gennaio 2016 al luglio 2021, i 1.987 veicoli che compongono la flotta della partecipata hanno perso un totale di 2.937.511 corse. Dati drammatici, numeri che spiegano le lunghissime – a volte infinite – attese alla fermata a cui sono costretti i pendolari romani. Per i prossimi due anni, fino al 2024, l’azienda di via Prenestina prevede un maxi-investimento per tamponare l’emergenza. Con un primo appalto da 3,8 milioni di euro, la municipalizzata va a caccia di officine mobili in grado di raggiungere i torpedoni fermi e rattopparli sul posto. Altri 5 milioni, invece, servono a mettere sotto contratto giganteschi carri in grado di agganciare e trainare i bus in panne (o flambé) fino alla rimessa più vicina. Il totale fa 8,8 milioni di euro a fronte dei 5,2 spesi nel biennio precedente.

Quel che si dice in Campidoglio è che il sindaco Gualtieri prepara una piccola/grande rivoluzione di Atac per Natale.. Il primo passo dovrebbe essere la riorganizzazione del management che passa attraverso l’uscita (congruo indennizzo e altra collocazione)  dell’attuale dg in quota M5S, Franco Giampaoletti . Dovrebbe invece restare l’ammistratore unico  Giovanni Mottura, ma il colpo di teatro che Gualtieri tenta di realizzare è di altro livello: vorrebbe portare ai vertici di Atac Arrigo Giana, attuale dg dell’Atm milanese. La prospettiva, se allo scadere del contratto di servizio l’amministrazione dovesse optare per la messa a gara del Tpl, potrebbe essere quella di un partenariato con l’azienda meneghina come soluzione ponte in vista del futuro spacchettamento dei rami d’azienda e il coinvolgimento di Trenitalia. Ambizioso e complicato progetto il cui  punto di approdo potrebbe essere un piano industriale non più locale, ma di respiro nazionale.

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