Accantonata l’ipotesi di un rimpasto. Gli uomini di Gualtieri negano e fanno quadrato attorno al sindaco, ma l’idea avrebbe una sua logica. C’è nervosismo e la clamorosa vicenda del capo di gabinetto del sindaco non è stata assorbita. Fa discutere la curiosa candidatura al Senato dell’assessore Andrea Catarci.
Di Paolo Dordit
I motivi ci sarebbero tutti, queste settimane di campagna elettorale sono stati pesanti e
hanno provocato confusione e una sorta di stordimento. Una bella rinfrescatina alla
Giunta, un rimpastino, tanto per ridare lucentezza alla consiliatura. C’è nervosismo e la
clamorosa vicenda del capo di gabinetto del sindaco non è stata affatto assorbita,
non basta togliere di mezzo Ruberti per risolvere i problemi. Ma la smentita è netta,
gli uomini di Gualtieri fanno quadrato attorno al sindaco, non si tocca niente.
Eppure c’è da pensare alle elezioni nazionali, con una girandola di problemi, di situazioni
che coinvolgono i dem capitolini, ma c’è da pensare anche alle elezioni regionali
anticipate. Anche per i grandi burattinai del partito sono giornate impegnative. Tante
pratiche da aprire e chiudere in fretta. Vogliamo parlare dei big che, tra politiche a
settembre e regionali a gennaio, resteranno fuori dalle istituzioni pronti a reclamare un
posto a palazzo Senatorio? E chi li controlla, Goffedo Bettini, il nuovo uomo forte del Pd
romano, Mancini? Il sindaco ha bisogno di mostrare in pubblico una compagine compatta,
ma in Campidoglio, è innegabile, il nervosismo serpeggia.
Non mancano assessori sotto esame, che in questo anno, è l’opinione di molti, non
avrebbero dato prova di efficienza nell’azione di governo esercitata. Questo per dire che quella rinfrescatina è nell’aria, non sarà oggi, sarà domani, ma a bocce ferme ci potrà
essere. In calo le azioni di Monica Lucarelli, assessora al Commercio (nella quota
tecnici della giunta), e anche quelle di Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali,
con motivazioni di carattere politico (Demos) . E che dire di Andrea Catarci. Assessore al
Decentramento e alla Città dei 15 minuti, ex presidente dell’VIII municipio (Garbatella,
Ostiense) e San Paolo, esponente di punta di Sinistra civica ecologista, che si è
addirittura candidato al Senato? Un assessorato poco efficiente e una visibilità che dopo
l’affaire Ruberti viene mail vista. Ancora, l’assessore alla Scuola Claudia Pratelli. Se
queste caselle dovessero liberarsi ci sarebbe da gestire l’assalto delle diverse figure di
rilievo del centrosinistra romano e dintorni che dopo le elezioni si troveranno senza casa.
Senza contare i malumori diffusi in questi giorni tra gli esclusi dalle liste o tra coloro che
non sono stati ben posizionati e che rischiano di restare fuori. Come il segretario romano
Andrea Casu, in terza posizione nel listino proporzionale del collegio I alla Camera,
presidente di Legambiente eletta nel 2018 con Liberi e Uguali Rossella Muroni, e la
deputata uscente Patrizia Prestipino. QuesT’ultima correrà senza il paracadute del listino
alL’UNIinominale dell’Eur, Ostia e Pomezia. C’è chi scommette sulle necessità post-elettorali
della consigliera regionale Marta Leonori, oggi in un listino proporzionale al Senato. E su quelle del radicale Riccardo Magi, che in caso di debacle elettorale, potrebbe riaffacciarsi
sul panorama capitolino.
In parole povere, come dicono sottovoce nei corridoi dell’Aula Giulio Cesare domanda e
offerta potranno incontrarsi facilmente e con reciproca soddisfazione. A caldo, dopo le
elezioni politiche o a gennaio, dopo le regionali.