La capitale si arrende a emergenze e degrado. Incendi, rifiuti, nubi tossiche, caldo torrido, siccità, cinghiali, sbandati, microcriminalità, disagio sociale si sommano alla difficoltà di vivere in una città dove nulla funziona come dovrebbe e alla crisi energetica che taglia le gambe all’economia familiare. Chi può si salva, spende e vive bene, o anticipa la fuga nella casa al mare o nei luoghi di villeggiatura, gli altri sopravvivono in attesa di tempi migliori. La politica galleggia, incapace di decidere, di incidere. Una svolta all’orizzonte? Non ci crede nessuno

 

 

DI Paolo Dordit

 

 

 

E’ una estate incandescente,  in tutti i sensi, Roma vive una serie di emergenze nelle emergenze, va tutto a rotoli e nessuno sembra in grado di porvi rimedio. La sensazione non è di disastro imminente, ma di lento abbandono delle posizioni, di ritirata. Anche il sindaco, vittima di situazioni che non riesce a controllare ma anche di una comunicazione zoppicante si affanno a dire a tutti che le cose stanno migliorando, usa un sacco di futuri e di condizionali ma come denuncia l’opposizione l’attività che gli riesce meglio è quella di imbarcare amici, amici degli amici e consulenti di area Dem. Intanto incendi, rifiuti, nubi tossiche, caldo torrido, siccità, cinghiali, sbandati, microcriminalità, disagio sociale si sommano alla difficoltà di vivere in una città dove nulla funziona come dovrebbe e alla crisi energetica che taglia le gambe all’economia familiare.  I turisti non si accorgono di niente, chi può permettersi il lusso trova pittoreschi i cumuli di immondizie per le strade, chi si può permettere un B & B passa comunque qualche giorno nella città eterna, guarda i monumenti e magari non pensa nemmeno che Roma debba o possa essere diversa Chi può si salva, spende e vive bene, o anticipa la fuga nella casa al mare o nei luoghi di villeggiatura, gli altri sopravvivono in attesa di tempi migliori. La politica galleggia, incapace di decidere, di incidere. Una svolta all’orizzonte? Non ci crede nessuno. Perfino il vescovo ausiliare di Romamonsignor Benoni Ambarus, ha ritenuto di dover intervenire, mettendo in fila le diverse emergenze, parlando di crisi strutturale e ventilando lo spettro di una giungla urbana.
La gente, ma anche gli intellettuali, i personaggi pubblici, i romani illustri, insomma, avvertono che da Raggi a Gualtieri non è cambiato nulla e scatenano una guerra mediatica. Che non è di destra e non è di sinistra. Appelli, facebook, foto e filmati, cinghiali e cassonetti stracolmi in primo piano. Il disagio che si respira non ha colore politico, ma la protesta è contenuta e purtroppo non porta lontano, sia che venga dagli abitanti di quartieri particolarmente provati che dai contestatori vip di ogni tipo. Tutti sono portatori in qualche modo di un disagio insopprimibile. Il richiamo all’immagine di Roma parametrata ad una capitale del Terzo Mondo può risultate offensiva ai deboli di stomaco ma non è del tutto peregrino. Le bidonville urbane o semi urbane della capitale resistono a qualsiasi sindaco di qualsiasi colore. E non si sta parlando dei campi rom, ma di quegli insediamenti selvaggi che nessuno vuol veramente sradicare e dai quali, come è accaduto più volte (vedi episodio del Ponte di Ferro all’Ostiense) sono venuti i fuochi di incendi disastrosi.
Non bastano sgomberi frettolosi e approssimativi, serve una mano pesante e definitiva. Qualcuno vada a guardare sotto i cavalcavia della Magliana o di Portuense e si interroghi sulle baracche di cartone fuori controllo. Detto questo, e sottolineato la carenza strutturale di un sistema di amministrazione e di governo che non funziona non ci resta che stringere i denti e tentare di sopravvivere. Non ci sono vigili a sufficienza, i tassisti possono permettersi di mettere (idealmente) a ferro e a fuoco la città, la questione del termovalorizzatore ha comunque tempi lunghissimi e abbiamo la certezza che l’emergenza rifiuti non ha nessuna speranza di essere risolta stando così le cose. Ci consoliamo con la spiaggia (finta) sul Tevere sotto Ponte Marconi, vera spiaggia de’noantri. Unica realizzazione concreta della Giunta Gualtieri