A Roma comanda il Tar, sei mesi per fare ordine.Il Tribunale amministrativo del Lazio ha deciso, il Campidoglio ha 180 giorni per mettere in sicurezza le strade della capitale. Accolta la class action del Codacons,  il Comune non ha raggiunto gli obiettivi strategici sulla sicurezza stradale.  Ma la sentenza rischia di avere un significato solo “politico”,  la Giunta Gualtieri è in grado di ottemperare, e farà di tutto per “congelare” il provvedimento. Del resto in sindaco aveva già promesso che si sarebbe occupato degli incidenti pericolosi.

 

Di Paolo Dordit

 

Ultimatum su buche e barriere architettoniche a Roma, l’impone una sentenza del Tar del Lazio. Scopriamo dunque che Roma è governata dal Tar, l’unico organismo dello Stato, evidentemente, in grado di far rispettare le regole. La notizia non ha fatto il giro del mondo, e per la verità nemmeno di tutti i media come ci si sarebbe aspettato. Anche perché la sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo ha buone possibilità di valere come un importante monito, un significato “politico”, ma di perdersi per quanto riguarda gli effetti  nelle sabbie mobili dei ricorsi e dei contro ricorsi. Dunque il Comune di Roma ha 180 giorni per mettere in sicurezza le strade costellate di buche, dossi e incroci pericolosi, quelle strade su cui negli ultimi mesi si sono consumati decine di incidenti stradali, alcuni dei quali mortali. Dovrebbe farlo comunque, giorno dopo giorno e senza scadenze temporali fissate dall’alto. Quanto alto? L’ordine viene dal Tar del Lazio, che lo ha stabilito accogliendo il ricorso presentato dal Codacons contro Roma Capitale. L’associazione a tutela dei consumatori aveva presentato una class action contro l’amministrazione capitolina ai sensi dell’art 3 del d.lgs. 198/2009 (il decreto legislativo che disciplina la modalità con associazioni o collettivi di cittadini possono presentare ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici) con cui chiedeva il “ripristino della corretta erogazione del servizio di manutenzione stradale nella capitale, in favore di tutti i cittadini e soprattutto dei disabili, soggetti che subiscono più di tutti il dissesto dell’asfalto e le buche della città”.