Lunedì nero per gli europeisti: la vittoria di Marine Le Pen in Francia, l’inizio della presidenza ungherese dell’Unione Europea e la prospettiva di un nuovo gruppo di Patrioti nel Parlamento europeo delineano un periodo di profonda incertezza per le istituzioni comunitarie.

Con i nuovi equilibri politici in evoluzione, Ursula von der Leyen affronta una strada complicata per un secondo mandato alla Commissione Europea. Il suo principale ostacolo non è il Consiglio europeo, ma l’Eurocamera, dove la presidente uscente deve evitare la trappola dei franchi tiratori. Per ottenere un appoggio esterno, von der Leyen ha iniziato negoziati con i Verdi, ma il co-presidente Bas Eickhout ha chiarito che non collaboreranno con l’estrema destra, compresi i Conservatori e Riformisti Europei (ECR).

Se von der Leyen vuole il sostegno dei meloniani (24 eurodeputati), dovrà cercare vie meno ufficiali. Al momento, ECR non ha ancora dato segnali di apertura verso di lei. La situazione interna al gruppo ECR è in evoluzione, con discussioni in corso durante gli study days in Sicilia e decisioni chiave attese mercoledì, soprattutto riguardo alla possibile uscita dei polacchi del PiS.

Il futuro del gruppo Identità e Democrazia (ID) è incerto. La riunione costitutiva del gruppo è stata rinviata al 8 luglio, dopo i ballottaggi in Francia. Marine Le Pen, la principale figura di ID, potrebbe decidere di aderire al progetto dei Patrioti promosso da Viktor Orban, con il supporto dei cechi di Andrej Babis e degli austriaci dell’FPÖ. Anche la Lega e i portoghesi di Chega hanno mostrato interesse per il progetto.

Viktor Orban, a suo agio in questo contesto sovranista, ha inaugurato la presidenza ungherese dell’UE senza incontrare von der Leyen. La Commissione Europea, in un gesto insolito, non visiterà Budapest nei primi giorni della presidenza. Le posizioni di Budapest su Ucraina, Green Deal e agricoltura si preannunciano problematiche per l’UE.

Il nuovo scenario politico europeo, con la vittoria di Le Pen e la presidenza ungherese, complica ulteriormente le dinamiche interne dell’UE. Trattare con i ministri del Rassemblement National sotto una presidenza sovranista sarà una sfida significativa per le istituzioni europee.