La variante K del virus influenzale A(H3N2) è ormai divenuta dominante in Italia e sta contribuendo a un’ondata influenzale più intensa e precoce rispetto agli anni passati. A indicarlo è l’Istituto superiore di sanità (Iss), che ne segnala la maggiore capacità di trasmissione.
Nonostante la rapidità con cui il nuovo ceppo si sta diffondendo, l’Iss precisa che non è stato osservato un aumento della gravità clinica delle infezioni: i sintomi registrati finora sono analoghi a quelli delle forme influenzali tradizionali.
La diffusione della variante K si inserisce in un quadro già complicato dalla circolazione contemporanea di altri virus respiratori. A ciò si aggiunge il fatto che, negli ultimi anni, la ridotta esposizione naturale all’influenza ha reso una parte significativa della popolazione più vulnerabile all’infezione e alle sue complicanze.
Per gli epidemiologi, proprio per questo motivo, vaccinarsi anche adesso è fortemente raccomandato, soprattutto per le persone fragili e per contenere la pressione sul sistema sanitario.
Secondo l’Iss, la variante K presenta numerose mutazioni aminoacidiche rispetto ai ceppi inclusi nell’attuale vaccino per l’emisfero nord. Tuttavia, i dati al momento disponibili indicano che i vaccini continuano a offrire protezione contro l’ospedalizzazione, pur non essendo ancora possibile valutare con precisione l’efficacia contro i sintomi clinici.
L’ondata influenzale, alimentata dal nuovo ceppo, continua dunque a crescere, con oltre 800 mila casi segnalati in una sola settimana, mentre le autorità sanitarie invitano alla prudenza e alla vaccinazione.










