Il premier Mario Draghi ha portato in consiglio dei ministri  il decreto legge che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato d’emergenza, tre mesi ancora per iniziare a programmare l’uscita dalla fase eccezionale e l’ingresso in una nuova fase di “convivenza” con il virus.

Un’ordinanza impone una stretta a tutti gli arrivi dall’estero con quarantena di cinque giorni per i non vaccinati e tampone obbligatorio per gli immunizzati, con una scelta che provoca l’ira dell’Ue. Quindi, tale stretta, applicata anche ai cittadini europei, fa insorgere Bruxelles, che chiede all’Italia di giustificare le misure o rischia di “minare la fiducia delle persone su condizioni uguali ovunque”,  secondo il commissario Vera Jourova.  Continuano a restare in funzione il Super Green pass e tutte le misure che hanno scandito negli ultimi due anni la vita degli italiani. Fino al 31 marzo resta il prezzo calmierato dei tamponi e, con una norma voluta dalla ministra Elena Bonetti, rimane anche la possibilità per i genitori con figli in quarantena di avere congedi al 50% e per i lavoratori fragili di fare smart working, magari venendo adibiti ad altra funzione.  Il decreto prevede che con ordinanze si inizi a riorganizzare tutta la struttura di mobilitazione sanitaria, per preparare la via al ritorno alla gestione “ordinaria” e avere a marzo la possibilità di non prorogare più lo stato emergenziale.  Oggi, 15 dicembre, entra intanto in vigore l’obbligo di vaccini, oltre che per personale sanitario e della scuola, anche per le forze dell’ordine e i militari.