BAGDAD – L’Isis rivendica l’attacco ai militari italiani in Iraq, nei pressi di Kirkuk. Lo riferisce il Site. Il comunicato è stato diffuso attraverso l’agenzia di propaganda Amaq e dice: “Con l’aiuto di Dio, soldati del Califfato hanno colpito un veicolo 4X4 con a bordo esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell’antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri, con un ordigno, causando la sua distruzione e ferendo quattro crociati e quattro apostati”.
Il Consiglio Supremo di Difesa ha emesso un comunicato urgente a conclusione di una riunione che, alla luce dell’attentato contro il contingente italiano, ha sottolineato l’importanza della presenza delle forze armate in Iraq come nelle altre “aree di instabilità” in funzione di contrasto al terrorismo:  “Il recente attacco al nostro contingente in Iraq – si legge – conferma che il terrorismo transnazionale resta la principale minaccia per l’Italia e per tutta la Comunità Internazionale. È necessario continuare a garantire la nostra presenza nelle principali aree di instabilità e contribuire con decisione alle strategie tese a sviluppare un efficace sistema di contrasto comune al fenomeno”.
Cinque militari sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di un ordigno rudimentale. Tre di loro piuttosto gravemente. Due militari hanno subito amputazioni a causa delle gravi ferite riportate. A un militare dell’Esercito è stata amputata la gamba sopra al ginocchio, mentre un militare della Marina ha subìto l’amputazione di una parte del piede. “Il pensiero va alle loro famiglie” ha detto Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri.

Isis uccide un sacerdote in Siria

Secondo l’agenzia governativa siriana Sana e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria l’Isis nelle stesse ore ha rivendicato anche l’uccisione di un prete e di un suo parente lungo la strada tra Hasake e Deir Ezzor in Siria. Secondo queste fonti la seconda vittima sarebbe il padre del prete, che era con lui nella vettura presa di mira dagli uomini armati. L’Isis ha divulgato anche il nome del religioso definendolo come appartenente alla Chiesa armena.