Israele si trova in uno stato di massima allerta per il timore di possibili rappresaglie iraniane, scatenate dall’uccisione del comandante dei pasdaran Mohamad Reza Zahedi in un raid a Damasco. La tensione è salita ulteriormente dopo una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, durante la quale Biden ha esortato Netanyahu a cambiare radicalmente il modo in cui Israele sta affrontando la guerra a Gaza.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’uccisione di sette volontari della World Central Kitchen da parte dell’esercito israeliano, che ha suscitato la forte reazione di Biden. In una conversazione telefonica di 45 minuti, Biden ha esortato Netanyahu a prendere misure concrete per proteggere i civili e gli operatori umanitari nella Striscia di Gaza, minacciando che la politica degli Stati Uniti sarà influenzata dalle azioni immediate di Israele in tal senso.

Biden ha enfatizzato la necessità di un cessate il fuoco immediato e ha chiesto a Netanyahu di dare potere ai negoziatori per raggiungere un accordo che riporti a casa gli ostaggi. Allo stesso tempo, ha ribadito il sostegno americano ad Israele di fronte alle minacce iraniane che stanno agitando il paese.

L’aumento della tensione è evidenziato dalle misure adottate dalle forze di difesa israeliane (IDF), che hanno richiamato riservisti della difesa aerea e rinviato la prevista smobilitazione delle unità combattenti. Anche alcuni segnali GPS sono stati bloccati per motivi di sicurezza, non solo nei confini con Gaza, Libano e Siria, ma anche nel centro di Israele.

Netanyahu ha convocato il Consiglio di Sicurezza a Gerusalemme alla luce delle crescenti preoccupazioni, assicurando che Israele sarà pronto a difendersi da eventuali attacchi. Tuttavia, sia gli analisti che l’apparato di difesa israeliano si aspettano una possibile risposta da parte dell’Iran.

Fonti iraniane hanno indicato che Teheran intende evitare un conflitto diretto con Israele e gli Stati Uniti ma sostiene le milizie alleate che hanno attaccato Israele e le forze statunitensi. Al momento, ci sono diversi scenari possibili di rappresaglia, inclusi attacchi di droni o missili dalla Siria o dal Libano, oltre a possibili attentati alle ambasciate israeliane all’estero.

Nonostante l’allarme percepito nel paese, le IDF hanno cercato di tranquillizzare la popolazione, sottolineando che al momento non è necessario adottare misure estreme di precauzione.

La situazione rimane tesa e incerta, con Israele e l’Iran pronti a reagire di fronte ad ogni possibile provocazione.