Israele ha intensificato le azioni contro i dirigenti di Hamas, con istruzioni esplicite per eliminare i leader del gruppo ovunque si trovino, secondo quanto dichiarato dal capo dello Shin Bet, Ronen Bar. L’obiettivo è dichiaratamente presente a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Turchia, nel Qatar e altrove. Bar ha paragonato questa missione a quella che portò all’eliminazione dei dirigenti palestinesi di Settembre Nero nel 1972.

Nel contesto delle tensioni in corso, i ribelli Houthi nello Yemen, alleati dell’Iran, hanno rivendicato attacchi a due navi nel Mar Rosso, definendoli come risposta alla guerra a Gaza. Nel frattempo, Israele ha esteso le operazioni terrestri nella zona sud di Gaza, attaccando obiettivi di Hamas.

Il Ministero della Salute di Gaza ha riportato un nuovo bilancio delle vittime dall’inizio degli scontri, indicando 15.523 morti e 41.316 feriti. Nel nord di Israele, alcune esplosioni sono state causate da razzi provenienti dal Libano sud e dalla Siria, con soldati feriti e danni a veicoli.

Le forze di difesa israeliane (IDF) affermano di aver scoperto oltre 800 tunnel nella Striscia di Gaza dall’inizio dell’offensiva di terra, distruggendone già circa 500. Nel tentativo di ridurre le tensioni, la nave della Marina Militare italiana Vulcano è giunta in Egitto per fornire cure mediche ai civili feriti a Gaza.

Il Papa ha espresso preoccupazione per la situazione, appellandosi a un nuovo accordo per il cessate il fuoco. Nel frattempo, sirene di allarme hanno risuonato nei kibbutz vicini alla Striscia di Gaza, mentre Israele ha avvertito i comandanti locali di Hamas di arrendersi prima di un possibile attacco diretto.

La giornata ha visto anche nuovi sviluppi nei confini settentrionali di Israele, con un razzo dalla Siria caduto senza causare danni. Israele ha risposto con il fuoco dell’artiglieria. Nel contesto, mezzi blindati israeliani sono entrati nel settore meridionale di Gaza, mentre l’aviazione ha proseguito i bombardamenti.