Israele ha recentemente ritirato le truppe di terra combattenti dal sud di Gaza, concentrandosi ora su operazioni mirate e limitate. Questa mossa, giunta sei mesi dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, segna l’inizio della Terza Fase dell’operazione, caratterizzata da raid mirati, come quello presso l’ospedale Shifa a Gaza City. La Brigata Nahal rimane sul posto per controllare il Corridoio Netzarim, mentre si riaprono i negoziati tra Hamas e Israele al Cairo, spinti da Qatar, Egitto e USA.

Il premier Netanyahu ha delineato un mandato significativo per la delegazione israeliana nei negoziati, ma ha sottolineato che nessun cessate il fuoco è possibile senza il rilascio degli ostaggi, dichiarando che la vittoria di Israele è vicina. La decisione di ritirare le truppe da Khan Yunis è stata presa in seguito al cessare dell’esistenza di Hamas come struttura militare nella città, in preparazione per future missioni, incluso un’operazione a Rafah.

L’Idf assicura che il ritiro non esclude un ritorno a Khan Yunis se necessario, ma è principalmente volto a lasciare spazio agli sfollati palestinesi e a consentire il ritorno dei residenti. Questa mossa riflette una nuova strategia dell’Idf, con operazioni mirate e una maggiore attenzione all’intelligence. L’obiettivo principale rimane la ricerca degli ostaggi israeliani e la protezione dei soldati evitando combattimenti ravvicinati.

Israele è pronto a rispondere a qualsiasi scenario con l’Iran, che continua a minacciare rappresaglie per un attacco a Damasco. Questo sviluppo implica un cambiamento significativo nella strategia militare israeliana, con una maggiore attenzione alla precisione e alla sicurezza delle truppe, mentre si mantengono aperte le opzioni per il futuro nella regione.