Durante la Conferenza di Monaco, JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha suscitato scalpore con un intervento critico nei confronti dell’Europa. Più che concentrarsi sulle questioni di sicurezza e sulla guerra in Ucraina, Vance ha denunciato quella che considera la vera minaccia per il continente: il suo allontanamento dai valori fondamentali condivisi con gli USA. Ha inoltre minimizzato la disinformazione russa e difeso Elon Musk, paragonandolo a Greta Thunberg.

Le sue parole, accolte con freddezza dalla platea, hanno trovato invece il plauso di Donald Trump, che ha ribadito le sue critiche all’immigrazione e alla presunta limitazione della libertà di parola in Europa. Vance ha inoltre attaccato le restrizioni sui contenuti online in diversi paesi europei, giudicandole un attacco alla democrazia.

Particolarmente contestata è stata la sua difesa dell’estrema destra tedesca e la critica all’esclusione di Alternative für Deutschland dalla conferenza. Ha inoltre incontrato Alice Weidel, leader dell’AfD, già sostenuta da Musk. Berlino ha reagito duramente, definendo l’intervento un’ingerenza inaccettabile in un paese alleato.

Il vicepresidente USA ha poi toccato il tema dell’immigrazione, citando l’attentato a Monaco compiuto da un richiedente asilo afghano, per ribadire la necessità di politiche più restrittive. Ha ammonito i leader europei a non ignorare le preoccupazioni dei loro elettori e ha citato esempi come la Brexit per giustificare la sua posizione.

Le reazioni in Europa non si sono fatte attendere. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha definito le dichiarazioni “inaccettabili”, mentre il premier norvegese Jonas Gahr Støre ha criticato Vance per aver ignorato le vere minacce globali. Più moderata la risposta dell’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha minimizzato l’attacco per evitare ulteriori tensioni diplomatiche.

L’intervento di Vance ha evidenziato il divario tra Europa e Stati Uniti sulla visione della democrazia e delle sfide internazionali, sollevando dubbi sul futuro della cooperazione transatlantica sotto la presidenza Trump.