Dopo la storia rocambolesca di marito e moglie ammalati e raccontata dalla figlia – fortunatamente a lieto fine –

La vicenda dei due coniugi ammalati insieme ha fatto notizia, La Asl Roma 4 spiega come è andata:

“Nel periodo intercorso tra gli ultimi giorni di febbraio ed i primi 15 gg di marzo, ancora non si aveva contezza della situazione epidemiologica locale, solo intorno al 15-16 marzo, quando si è avuta notizia della presenza di probabili casi di COVID-19 in strutture esterne, le stesse strutture, dalle quali provenivano alcuni dei nostri pazienti ricoverati in Medicina, nel sospetto di avere tra i nostri ricoverati, pur in assenza di sintomatologia riferibile ad infezione da COVID-19 e senza link epidemiologici ( vale la pena rammentare che nell’arco temporale considerato, erano in vigore direttive regionali e ministeriali che definivano i casi sospetti per COVID-19 in base alla provenienza dalla Cina e/o dalle zone rosse del nord Italia), si è ritenuto di screenare tutti i pazienti ricoverati in medicina mediante l’esecuzione dei tamponi, questo avveniva tra il 16 ed il 17 marzo.

Facendo un passo indietro, per ritornare al caso del padre e della madre di “Federica”, il paziente giungeva il 26 febbraio in PS con diagnosi di emorragia cerebrale in assenza di sintomi respiratori e di febbre, dunque il giorno stesso veniva ricoverato in una delle stanze della Medicina assieme ad altri pazienti ricoverati, come lui, per patologie internistiche ma senza sintomi riferibili ad infezione da COVID-19, né documentata provenienza da Cina e/o zone rosse.

E’ bene precisare che erano disponibili in Medicina due stanze, a pressione negativa, da utilizzare esclusivamente per l’isolamento dei pazienti sospetti o positivi per COVID-19, che nei giorni a seguire furono occupate proprio dai primi casi sospetti, ma non aveva giustificato motivo di allocarvi i NON sospetti.

Ma ai primi esiti dei tamponi è stato isolato il reparto di medicina, sospendendo temporaneamente il ricovero di nuovi pazienti e bloccati immediatamente, appena avuti gli esiti dei primi tamponi ( 17 marzo) l’ingresso ai parenti e visitatori, peraltro già ridotto e limitato ad una sola persona a partire dal 25 febbraio e per il tempo strettamente necessario per un breve saluto.

Per quanto si riguarda l’assistenza alla famiglia si specifica che la sorveglianza attiva svolta dal Dipartimento, è tuttora certificata da messaggi che si sono svolti tra la famiglia e l’incaricato del dipartimento di prevenzione.
Si precisa che dal momento in cui la famiglia è stata attenzionata, il Dipartimento ha insistito per fare i tamponi a tutta la famiglia (fatti il 24 marzo)

La sorveglianza del dipartimento di prevenzione sulla famiglia di Federica che si svolge con regolarità con richiesta di informazioni sullo stato di salute della mamma e con le indicazioni di contattare il medico curante e il 118 in caso di aggravarsi delle condizioni.

Alla data del 30 marzo è Federica ad avvisare il Dipartimento di prevenzione che la mamma è stata ricoverata allo Spallanzani.
Seguono dei messaggi per informarsi sullo stato di salute della mamma, mentre nel frattempo si eseguono nuovamente i tamponi alla famiglia di Federica che proseguono fino alla data di ieri per accertarsi se la famiglia si sia negativizzata.

Alle accuse mosse dalla famiglia che dichiara al giornale una presunta trascuratezza da parte della Asl, l’azienda Sanitaria è rammaricata, in quanto si è comportata come da prassi, seguendo la famiglia in tutta l’evoluzione della vicenda, consigliando e monitorando la situazione.
La direzione aziendale ha parlato nella giornata di ieri proprio con la persona del dipartimento di prevenzione che ha seguito Federica e la famiglia, per accertarsi che tutto si sia svolto secondo quando previsto. E se è vero che errare è umano, in questa emergenza non ci si può permettere si sbagliare o essere superficiali, e la Asl non ha commesso errori.

Facciamo tanti auguri a Federica e alla sua famiglia, che continueremo a seguire finché la situazione di tutti non si sarà normalizzata e saranno usciti dall’isolamento. Noi ci siamo sempre, e lo stiamo dimostrando nonostante le difficoltà di questa emergenza.

Facciamo anche tanti auguri alla sua mamma che è migliorata, da quanto riferito al telefono dalla stessa Federica”