La quantità di interventi di chirurgia oncologica è un indicatore fondamentale per valutare l’efficacia delle strutture sanitarie italiane. Secondo gli esperti, un maggior numero di interventi corrisponde a migliori garanzie di sicurezza ed efficacia nell’affrontare le patologie oncologiche.

Secondo i dati presentati oggi dalla Rete Oncologica Pazienti Italia (ROPI), il Nord Italia continua a dominare le classifiche per centri chirurgici “sopra soglia”, mentre il Sud del Paese sta mostrando una crescita, sebbene solo tre regioni siano considerate virtuose: Puglia, Campania e Sicilia, che coprono tutte le patologie oncologiche considerate.

Per quanto riguarda specifiche patologie, l’Istituto Europeo di Oncologia – IEO di Milano si distingue per il tumore al seno, con 2635 interventi l’anno, seguito dal Policlinico Gemelli di Roma e dall’Irccs Istituto Clinico Humanitas. Tuttavia, il Sud fa la sua comparsa nella top ten con l’Humanitas Istituto Clinico Catanese.

Nel caso del tumore del polmone, l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma è al primo posto, seguita dall’IEO di Milano e dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria Careggi di Firenze, con l’Ospedale Monaldi di Napoli tra i primi dieci.

Per quanto riguarda altre patologie come lo stomaco e il colon, il Policlinico Gemelli di Roma si conferma come uno dei centri più attivi, insieme all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e l’Irccs Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Anche il Sud è presente con il Policlinico di Bari e l’Azienda Ospedaliera Cardinale Giovanni Panico di Tricase (Lecce).

Per il tumore della prostata, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria Careggi di Firenze guida la classifica, seguita dall’IEO di Milano e dalla Casa di Cura Pederzoli di Verona, con l’Ospedale Generale Regionale Miulli di Bari tra i primi dieci.

Questi dati evidenziano l’importanza di un confronto tra le diverse regioni italiane per migliorare l’accesso e la qualità dei servizi sanitari oncologici su tutto il territorio nazionale.