Ma agli italiani interessa sul serio chi siede e siederà al Quirinale? I media fanno sforzi enormi per imporre l’argomento all’opinione pubblica perché è di interesse dei circoli politici, dei palazzi del potere. Per loro è di importanza cruciale perché sposta i loro peculiari equilibri, che poco hanno a che vedere ormai con  la vita di ogni giorno. Elezione del presidente e voto? E poi chi li sente quei trecento parlamentari cacciati in anticipo e che non troveranno posto nel prossimo parlamento? Ci si chiedeva se agli italiani interessa chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale. Un recente sondaggio chiarisce il punto, quasi il 50% degli intervistati non sa cosa rispondere. Sorpresi? La coppia Draghi-Mattarella piace a prescindere, senza valutazioni di merito, è un sentito dire, della serie bravi, ma facciano un po’ quello che vogliono. Piccole quote hanno le idee un po’ più chiare, come quel 10 % che vorrebbe la prosecuzione del mandato a Mattarella. Draghi? Consenso bulgaro e acritico, dicono tutti che è bravo, faccia il presidente, passi da Palazzo Chigi al Quirinale. Ma a microfono spento l’alzata di spalle è corale. Gli italiani non valutano, vanno a umori. Tanto è vero che la novità nei sondaggi è legato alla risalita di Silvio Berlusconi, che, nelle preferenze degli elettori, raggiunge il 9%. E appare, così, l’unica alternativa a Draghi. Si tratta, peraltro, di una candidatura con un’evidente connotazione “politica”. Anche sul piano elettorale. È, infatti, condivisa da una “relativa” maggioranza di elettori di Centro-Destra. In particolare, della Lega e, ovviamente, di Forza Italia. Mentre nella base dei Fd’I gli viene preferito Draghi. Verso il quale appare larga e indiscussa la scelta del Centro-Sinistra. Stop, l’attenzione degli intervistati non va oltre. Il chiacchiericcio imposto dai media non viene messo a fuoco, le grandi manovre volano alte ma non toccano la quotidianità .

Dietro a Draghi, Berlusconi e Mattarella, gli italiani non vedono altri candidati realmente credibili. Anche Giuseppe Conte, che, in precedenza, veniva indicato da una componente di elettori limitata, ma significativa, oggi raccoglie una quota di preferenze residuale (2%). Che appare rilevante solo nella base del M5S. E in effetti, chi potrebbe pensare seriamente all’ex premier? A posteriori ci interroga sul come abbia potuto resistere a Palazzo Chigi, per il Quirinale ci vuole altro. Rosy Bindi, Emma Bonino? Paolo Gentiloni? Scomodi o grigi, per loro oggi non c’è storia. Solo la politica potrà rimetterli in gioco al momento giusto.