La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha emesso un’ordinanza che richiede a Israele di interrompere immediatamente l’operazione militare a Rafah, in risposta a una richiesta presentata dal Sudafrica. La sentenza, accolta con favore da Hamas e dai palestinesi, è stata respinta dallo Stato di Israele.

Il presidente della Corte, Nawaf Salam, ha dichiarato che, secondo la convenzione sul genocidio, Israele deve cessare tutte le azioni militari a Rafah che potrebbero portare alla distruzione fisica del gruppo palestinese a Gaza. La Corte ha anche ordinato il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi israeliani e la riapertura del valico di Rafah, attualmente sotto controllo dell’IDF. Tuttavia, Israele ha respinto la decisione, con il premier Benyamin Netanyahu che ha convocato urgentemente i ministri e il procuratore generale.

Il ministro del Gabinetto di guerra, Benny Gantz, ha dichiarato che Israele continuerà a lottare per la sicurezza dei suoi cittadini e per il recupero degli ostaggi, mentre l’ufficio del premier ha definito le accuse di Pretoria come false e oltraggiose. D’altra parte, Hamas ha accolto favorevolmente la sentenza, pur affermando che non è sufficiente e chiedendo la fine dell’offensiva in tutta Gaza.

La sentenza arriva in un momento in cui i raid israeliani a Rafah continuano, con l’IDF che ha colpito un tunnel utilizzato dal comandante di Hamas, Muhammad Shaaban. Nel frattempo, in un’operazione a Jabalya, l’IDF ha recuperato i corpi di tre ostaggi israeliani uccisi e portati a Gaza.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha affermato che le decisioni della Corte Internazionale di Giustizia sono vincolanti e dovrebbero essere rispettate da tutte le parti.