LA DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI DATORIALI E DEGLI ORDINI PROFESSIONALI

Gli appelli cadono nel vuoto, il governo sulla questione RSA tira dritto, ignorando ogni tipo di sollecitazione e perfino le osservazioni del Consiglio di Stato. Di ascoltare gli interessati non se ne parla. Il messaggio che esce dal Convegno “Evoluzione dei servizi per la non autosufficienza tra residenzialità e domiciliarità“ del 13 maggio scorso organizzato da Exposanità a Bologna, in collaborazione con le principali associazioni datoriali e gli ordini professionali, in sostanza è questo e riverbera le preoccupazioni e le proposte contenute nell’ “Appello per la sopravvivenza del settore socio-sanitario” che il coordinamento interassociativo nazionale (16 organizzazioni datoriali rappresentative della totalità del comparto socio-sanitario), ha cercato invano di far accogliere dalle Istituzioni.
A Bologna era presente il Ministro Speranza, che ha ascoltato gli interventi appassionati del
presidente di ANSDIPP, Sergio Sgubin, del Presidente di Anaste, Sebastiano Capurso, del
Presidente di Uneba, Franco Massi, della Presidente di Agespi, Mariuccia Rossin e di Padre
Virginio Bebber, Presidente di ARIS. Tutti hanno rivendicato il ruolo delle Rsa, hanno sottolineato il drammatico problema della carenza di personale, hanno insistito sulla urgenza di un aiuto economico al settore, e messo in luce i limiti del PNRR in relazione alla difficile realtà della assistenza alla terza età. La speranza di una presa d’atto, di una risposta positiva è l’ultima a morire, ma gli spazi di manovra si riducono di giorno in giorno.