Insediamenti irregolari argine e ciclabile tra ponte dell’industria e ponte Marconi lato XI
Su quell’argine succede di tutto
Da qualche settimana una tendopoli diffusa ha letteralmente invaso sia l’area superiore del lungotevere Gassman Gassmansman tra il parcheggio ed il costone che sovrasta la ciclabile e la ciclabile stessa.
Di Marco Palma *
Per il quartiere Marconi non sembra esserci pace. Era l’ottobre del 2021 quando il ponte dell’industria fu oggetto di un incendio le cui cause non state ad oggi ben chiarite, probabilmente a causa di qualche insediamento irregolare ampiamente segnalato da tempo. Dopo un breve intervento lo stesso, come noto, è stato chiuso per consentire una ristrutturazione ad ampio spettro che potrà consentire anche il passaggio del trasporto pubblico di linea. La riapertura, prevista per dicembre 2024 ha subito uno slittamento significativo al primo trimestre del 2025.
Quella zona, in realtà, continua ad essere oggetto di occupazioni da parte di senza fissa dimora quasi ad ogni sgombero di aree limitrofe. A luglio, dopo lo sgombero del lungotevere San Paolo fu immediatamente oggetto di una occupazione da parte di diversi nuclei di rom. Da qualche settimana una tendopoli diffusa ha letteralmente invaso sia l’area superiore del lungotevere Gassman tra il parcheggio ed il costone che sovrasta la ciclabile e la ciclabile stessa.
Loredana, una residente del quartiere marconi, vera e propria sentinella armata “solo” dell’amore per questo quartiere mi ha prontamente segnalato ogni tipo di occupazione nel tempo, compresa questa che ad oggi appare come un vero e proprio villaggio diffuso.
Sono luoghi molto frequentati per lo sport e per l’attraversamento della città anche per motivi di lavoro per chi ha deciso di passare alle due ruote con pedalata, a volte anche assistita., per raggiungere il posto di lavoro o per svago.
Sulla necessità di trovare una soluzione equilibrata rispetto a questo spontaneismo invasivo del territorio la risposta è sempre la stessa: gestione e sorvegliabilità ma senza custodia ed un’idea di condivisine degli spazi con associazioni e residenti i risultati che si possono raggiungere saranno sempre quelli che vedranno protagonista il degrado ed il peggioramento diffuso della qualità ambientale del territorio medesimo.
Anche il Parco Tevere Magliana, per il quale sulla scia di quello di Marconi si sta tentando un rilancio, la realtà fatica a migliorare : materassi, rifiuti e siringhe non rappresentano una buona prospettiva per il recupero dell’area, ma qui siamo di fronte ad una mancanza strategica complessiva priva di una prospettiva che farebbe bene al rilancio dell’intero quartiere magliana.
Interrogazioni, mozioni ed esposti sono l’unica risposta che un consigliere municipale come me, seppur di lungo corso, può dare. Si tratta di tradurre le buone intenzioni in azioni ma, a volte, l’immobilismo appare come l’unica risposta. E dire che a Roma di cose da fare ce ne sarebbero.
cons marco palma
vice presidente del cons RMXI
Fratelli d’Italia










