È morto Giuseppe Dalla Torre. Aveva 77 anni, è stato rettore della Lumsa, presidente fino al 2019 del Tribunale del Vaticano e consultore di diversi dicasteri pontifici. Ne dà notizia una nota pubblicata dall’Università Lumsa, di cui è stato rettore dal 1991 al 2014. «Tutta la comunità universitaria, che lo ricorderà già nella seduta del Senato Accademico di domani, si stringe intorno alla sua famiglia e ne condivide il dolore», dice la nota.

I funerali saranno celebrati sabato 5 dicembre nella Basilica di San Pietro. «È stato per tutti noi – ricorda l’attuale rettore dell’ateneo cattolico, Francesco Bonini – un maestro e per molti un padre. Lo ricordiamo con gratitudine e ci impegniamo a sviluppare la sua testimonianza di vero e di bene, una testimonianza di servizio». Giurista e docente, ha trascorso tutta la sua vita, oltre che nelle aule di Tribunali, al servizio dei Papi, proprio nella sua veste di giurista, ma anche tra i giovani studenti universitari. Nato a Roma nel 1943, si era laureato in Giurisprudenza nel 1967 alla Sapienza di Roma e, nel 1968, in Diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense. Ha insegnato nelle Università di Modena e di Bologna, poi nel 1991 è stato nominato rettore della Lumsa a Roma, incarico che ha ricoperto fino al 2014. Dal 1997 al 2019 è stato presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Tra i processi svolti sotto la sua presidenza quello sui cosiddetti Vatileaks. Fece invece un passo indietro nel processo sull’attico del cardinale Tarcisio Bertone per evitare un conflitto di interessi, in quanto membro del cda del Bambino Gesù. Nel corso degli anni è stato consultore di diversi dicasteri pontifici e ha partecipato ai lavori della Commissione paritetica per la revisione del Concordato fra Stato e Santa Sede. È stato insignito nel corso della sua lunga carriera di numerose onorificenze come quella di Cavaliere di Collare e Luogotenente Generale dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È stato anche presidente nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Come aveva lui stesso raccontato nel suo ultimo libro, «Papi di famiglia», la vita di Dalla Torre, e della sua famiglia, è stata segnata dal rapporto con la Santa Sede e dall’amicizia con i Papi. I rapporti stretti con i Pontefici sono cominciati per la famiglia di origine trevigiana all’epoca di Pio X: nonno e padre erano legati alla direzione dell’Osservatore Romano e dei Musei Vaticani, e poi il nipote, Giuseppe appunto, era stato chiamato da Giovanni Paolo II nel ’94 a dirigere il Tribunale dello Stato vaticano e prima ancora, fra l’altro, era stato impegnato nel processo ad Ali Agca, l’attentatore di Papa Wojtyla. Lo scorso aprile, inoltre, era scomparso suo fratello Fra Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta