R 45577 CAMERA DEI DEPUTATI VUOTA

Il tema dell’aborto crea divisioni all’interno della maggioranza, come evidenziato dalla votazione sull’ordine del giorno del Pd riguardante la tutela del diritto all’interruzione di gravidanza nei consultori. Sebbene respinto dalla maggioranza, 18 deputati si sono astenuti, tra cui 15 leghisti e un esponente di Forza Italia. Questo episodio mostra come i dubbi sull’emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Pnrr, che coinvolge le realtà pro-life nei consultori, abbiano influenzato la coalizione di governo.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, respinge le accuse di voler modificare la legge sull’aborto, affermando che è la sinistra a voler cambiare la legge 194. Tuttavia, l’astensione di alcuni deputati evidenzia una frattura all’interno della maggioranza sul tema etico dell’aborto.

Le reazioni non si fanno attendere: l’associazione Pro Vita & Famiglia annuncia una manifestazione nazionale a Roma contro l’odg del Pd, mentre in Forza Italia alcuni esponenti seguono lo stesso orientamento di voto dei leghisti. Fratelli d’Italia rivendica la propria scelta, suscitando polemiche anche a livello internazionale.

La votazione conferma la tensione tra dem e Fratelli d’Italia, con accuse reciproche riguardo alle posizioni sulla legge sull’aborto. Nonostante le divisioni, il decreto Pnrr ottiene il via libera dell’Aula della Camera e passa al Senato, dove la maggioranza sembra solida. Tuttavia, l’episodio evidenzia una frattura all’interno della maggioranza su un tema delicato come l’aborto e l’autodeterminazione delle donne.