La commissione Affari Costituzionali del Senato ha respinto il tentativo della Lega di inserire nel decreto elettorale la possibilità di un terzo mandato per i governatori regionali, scatenando una divisione all’interno della maggioranza.

I senatori di Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro l’emendamento proposto dalla Lega, il quale avrebbe permesso a Luca Zaia di candidarsi nuovamente in Veneto. Il risultato è stato netto: solo quattro voti favorevoli contro 16 contrari.

Solo Italia Viva ha sostenuto la proposta leghista, mentre le opposizioni, rappresentate da Pd, M5S e Avs, si sono unite nel respingere l’emendamento.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha ribadito che il terzo mandato non era incluso nel programma di governo, assicurando che la questione non minaccia la coesione della maggioranza. Tuttavia, la Lega non intende arrendersi. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato che la strada è ancora lunga, mentre il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato che la questione verrà discussa nell’Aula del Parlamento, che ha l’ultima parola.

L’eventualità di ripresentare l’emendamento in Aula potrebbe generare ulteriori tensioni all’interno della maggioranza. Tuttavia, alcuni esponenti della Lega non sembrano intimoriti da un possibile scontro.

Mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia sperano che il voto in commissione metta fine alle controversie, la Lega sembra intenzionata a riaffrontare la questione e persuadere i propri alleati di maggioranza a cambiare posizione.

Anche all’interno della Lega, però, non tutti sono concordi sull’approccio aggressivo verso il governo. Alcuni preferirebbero una via più conciliante, come suggerito dal presidente del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga.

Le tensioni si riflettono anche tra le opposizioni, con il Pd e il M5S che puntano il dito sulle divisioni interne alla maggioranza. Italia Viva, invece, critica l’approccio del cosiddetto “campo largo”.

Nonostante le tensioni e i dibattiti accesi, la decisione finale della commissione mette in luce la difficoltà della maggioranza nel mantenere l’unità su questioni controverse come il terzo mandato per i governatori regionali.