ROMA – La Regione Lazio si costituirà parte civile davanti al Tar del Lazio per l’annullamento della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) pubblicata dal ministero dell’Ambiente il 13 dicembre 2023, che individua nella provincia di Viterbo uno dei luoghi atti ad ospitare siti di scorie nucleari.

Lo ha deciso il presidente Francesco Rocca, che ieri sera ha firmato la procura per dare mandato all’Avvocatura regionale di promuovere ricorso amministrativo dinanzi al Tar del Lazio.

La decisione è frutto del fatto che non risultano conosciuti – tra gli altri – gli estremi e i contenuti del parere dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radio protezione, né le valutazioni istruttorie svolte dal ministero dell’Ambiente.

«Ribadisco la forte contrarietà dell’amministrazione regionale a ospitare depositi di scorie nucleari. Le priorità del Lazio sono la tutela ambientale e la difesa di peculiarità uniche delle diverse province. La costituzione come parte civile è un atto necessario a garantire la difesa della Tuscia e la prosecuzione del percorso di valorizzazione dei nostri territori», ha spiegato il presidente Francesco Rocca.