Il capo delle forze armate norvegesi, Eirik Kristoffersen, ha lanciato un allarme riguardo alla capacità della Russia di ricostituire le sue forze armate in un periodo più breve del previsto, forse già in due o tre anni. Questo scenario richiede alla NATO di prepararsi a rispondere a una possibile minaccia di un attacco convenzionale.

Secondo Kristoffersen, la produzione militare russa sta procedendo a pieno regime, superando quella europea. In precedenza, si pensava che la Russia avrebbe impiegato dieci anni per ricostituire il suo potenziale militare, ma questo lasso di tempo è stato ora notevolmente ridotto.

La tensione tra Mosca e Parigi è in aumento a causa del possibile arrivo di istruttori militari francesi in Ucraina. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avvertito che tutti gli istruttori coinvolti nell’addestramento dei militari ucraini saranno considerati “bersagli legittimi”. Anche il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha confermato questa posizione.

Il presidente francese Emmanuel Macron aveva ipotizzato l’invio di truppe e la creazione di un coordinamento europeo per mandare istruttori. Questa situazione ha portato alla diffusione di manifesti anonimi vicino all’ambasciata francese a Mosca, invitando i soldati francesi a non ripetere gli errori del passato e a arrendersi.

La polemica è alimentata anche dal consenso di Macron all’uso da parte delle forze ucraine di armi francesi per colpire il territorio russo, una posizione condivisa da molti paesi NATO, inclusi gli Stati Uniti. Recentemente, blogger militari hanno riportato un attacco con missili americani Himars contro una postazione di difesa antiaerea nella regione russa di Belgorod e un attacco con droni kamikaze ucraini su una colonna di mezzi militari russi nella regione di Kursk.

Il presidente americano Joe Biden ha dichiarato che non vede il pericolo di una guerra con la Russia, ma ha sottolineato l’importanza di impedire alla Russia di occupare l’Ucraina. Intanto, le forze armate di Kiev hanno segnalato bombardamenti russi su Dnipro che hanno ferito otto persone, tra cui un neonato. Kiev ha anche annunciato e poi ritrattato un attacco missilistico contro un traghetto in Crimea e un terminal petrolifero russo a Krasnodar.

Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il Donbass rimane l’epicentro del conflitto. Dal 2014, l’aggressione russa ha causato la morte di almeno 790 bambini, ha riferito il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets. Questa tragedia è considerata una prova del genocidio contro il popolo ucraino, e la comunità internazionale è chiamata a ritenere la Russia responsabile e a prevenire ulteriori vittime.