Ursula von der Leyen ha ottenuto un successo iniziale nella sua corsa per un secondo mandato come presidente della Commissione Europea, ma la vera sfida è appena iniziata. A Bruxelles, è il momento delle trattative e dei negoziati per formare una maggioranza solida che possa garantire non solo la sua rielezione, ma anche la definizione dei ruoli chiave dell’Unione Europea.

Il panorama politico europeo è scosso dalla crescita dei movimenti sovranisti, spingendo i partiti europeisti a compattarsi per mantenere gli equilibri. Von der Leyen e Manfred Weber hanno deciso di iniziare le trattative con Socialisti e Liberali, che hanno accettato con una condizione: Giorgia Meloni non deve essere inclusa nella coalizione.

Il Partito Popolare Europeo (PPE) si trova a dover bilanciare le alleanze, consapevole che l’inclusione di Meloni potrebbe alienare i voti di Socialisti e Renew Europe. Tuttavia, il PPE insiste sulla legittimità del proprio successo elettorale e chiede rispetto per l’esito delle urne.

Le trattative inizieranno formalmente il 17 giugno, con una cena informale dei 27 leader europei. Nel frattempo, sono previsti incontri e negoziati a margine di eventi internazionali come il G7. I Verdi potrebbero giocare un ruolo cruciale, data la loro posizione filo-Ucraina e il loro supporto al Green Deal, che è sotto attacco da parte delle destre sovraniste.

Anche Giorgia Meloni, forte del successo di Fratelli d’Italia alle elezioni europee, cerca di far pesare l’influenza del suo governo nelle trattative. La premier italiana parteciperà a vari incontri internazionali per consolidare la posizione dell’Italia e trovare un equilibrio tra sostenere von der Leyen senza compromettere la propria posizione politica.

Il futuro della presidenza della Commissione Europea dipende da delicati equilibri politici e dai risultati delle trattative tra i vari gruppi parlamentari e leader europei. La partita è ancora aperta, con molte variabili in gioco.