di UGO BATTAGLIA-

Pochi proclami, sorridono tutti a denti stretti, preoccupati di parare i colpi piuttosto che di fare politica sul serio. Giorgia Meloni nel conflitto elettorale ha il vantaggio di avere degli avversari modesti, la Schlein e Conte, incapaci di trascinare le masse. Anche la premier ha perso una buona fetta di quell’appeal che l’aveva lanciata verso Palazzo Chigi, ma ha maggiore visibilità, è nella stanza dei bottoni, può prendere provvedimenti mentre gli altri possono solo criticare, ironizzare, denunciare, ma non hanno proposte alternative valide. Che è poi, a ben vedere, il problema di fondo del nostro paese in questo momento. Non sappiamo che fare e non abbiamo una ricetta miracolosa. Siamo destinati a soffrire ma nessuno ha il coraggio di dircelo.
Giorgia Meloni i problemi li ha in casa e nella alleanza di centro destra, cerca di stare a galla e di trovare uno spazio fra due fuochi (quello fortemente sovranista della Lega e quello fortemente europeista di Forza Italia). Cerca di recuperare distintività (dire qualcosa di diverso da quanto comunicano i suoi alleati) e anche, per alcuni aspetti, “coerenza di narrazione e di posizionamento rispetto a un passato recente, che ha fatto diventare grande il suo partito proprio per via della nettezza delle posizioni che esprimeva” (parole e musica di un autorevolissimo sondaggista)
Di fatto la Meloni e il suo FdI è a meta del guado. Senza perdere la caratterizzazione a destra, vogliono trasformarsi in una tranquilla forza di governo di centrodestra allineata con i grandi equilibri internazionali, a cominciare da quelli europei. Ma le elezioni europee di solito esprimono e chiedono molto altro. E la campagna di Fratelli d’Italia è stata modesta, per non dire mediocre e con pochi contenuti a tono (europeo). Troppo tardi per spiegare al suo elettorato il senso del posizionamento internazionale molto allineato e moderato assunto durante l’esperienza di governo; troppo tardi anche per recuperare quel tratto battagliero e alternativo che ha fatto diventare grande Fratelli d’Italia. La vera sfida di Giorgia Meloni, è quella di riuscire a raccontarsi come leader di una forza che è al tempo stesso “di lotta e di governo”, in Italia come in Europa, sottolineano gli osservatori politici più accreditati. Una premier sufficientemente moderata da garantire la governabilità, ma anche abbastanza coraggiosa e alternativa da mantenere quella promessa di “innovazione da destra” che l’ha portata allo straordinario successo delle scorse elezioni politiche. Ci riuscirà?