Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si difende, di fronte al Parlamento, e tenta  di frenare le polemiche sorte dopo le tensioni in piazza per le manifestazioni no pass. Gli agenti non sono uno “strumento di oscure finalità politiche: è un’accusa ingiusta, che getta un’ombra inaccettabile sull’operato delle forze dell’ordine” – ha detto il ministro. Ma riconosce anche le “criticità che hanno contrassegnato la gestione dell’ordine pubblico di quelle ore. Nell’informativa alla Camera sugli scontri a Roma il ministro Lamorgese dice: “Nell’immediatezza dei fatti ho chiesto al capo della polizia una dettagliata ricostruzione delle evidenti delle criticità che, occorre riconoscerlo, hanno contrassegnato la gestione dell’ordine pubblico di quelle ore. E’ palese che non si sia riusciti a contenere tutti i propositi criminali da cui era mossa la parte violenta dei manifestanti, specie quella istigata da elementi più politicizzati”. Poi ricorda che ci sarà “un periodo ancora molto impegnativo, che per altro vedrà a fine ottobre lo svolgimento del G20”. “L’obiettivo che dobbiamo prefiggerci è guidare il Paese fuori dalla pandemia senza che le effervescenze delle conflittualità producano traumi o ferite profondi – ha aggiunto Lamorgese – l’andamento delle manifestazioni dell’ultimo fine settimana induce a mantenere massima l’attenzione affinché non sia turbata la tranquillità della comunità nazionale. Lo strumento per garantire questo è il doveroso equilibrio tra il diritto di manifestare il dissenso e la tutela dei diritti e le libertà dei cittadini”.