Nel dibattito parlamentare sul decreto lavoro torna al centro il tema delle retribuzioni giudicate insufficienti e delle modalità di riconoscimento degli eventuali risarcimenti ai lavoratori che si rivolgono alla giustizia.
Lega e Forza Italia hanno infatti presentato tre emendamenti identici che puntano a modificare il momento a partire dal quale può scattare l’eventuale adeguamento economico stabilito dai giudici nei casi di salari ritenuti non conformi all’articolo 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione proporzionata e sufficiente.
Secondo la proposta, nei confronti dei datori di lavoro che applicano il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi, la rideterminazione giudiziale della retribuzione avrebbe effetto esclusivamente dal momento in cui il lavoratore presenta la domanda in tribunale. In altre parole, gli eventuali arretrati o compensazioni non coprirebbero il periodo precedente all’avvio della causa.
Si tratta di un nuovo tentativo della maggioranza di introdurre una norma già discussa in passato, con precedenti iniziative rimaste senza esito nel corso dell’estate, durante l’esame del decreto Ilva, nella legge di bilancio e in una bozza del decreto Pnrr. La versione attuale risulta comunque più limitata rispetto alle precedenti, che puntavano a escludere in modo più ampio la responsabilità del datore di lavoro quando venivano rispettati i contratti collettivi.
La proposta ha già suscitato forti critiche da parte dell’opposizione. Il Movimento 5 Stelle ha definito l’iniziativa “grave e inaccettabile”, ricordando inoltre che misure simili erano già state bloccate in passato anche al Quirinale durante l’esame della manovra.
L’iter dell’emendamento è ancora in fase preliminare: il giudizio di ammissibilità è atteso in commissione Lavoro alla Camera. Nel frattempo, tra le quasi 500 proposte presentate dai gruppi parlamentari, emergono anche altri interventi legati al tema dei mancati rinnovi contrattuali, segno di un confronto politico ancora aperto sul nodo del lavoro e dei salari.










