ROMA- “L’approvazione in Giunta regionale delle Linee guida per la messa a regime dei servizi di individuazione, validazione e di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali è una buona notizia sia per i cittadini che per gli operatori del settore.

Il vantaggio per il cittadino è quello di vedersi riconosciute in modo formale e strutturato, con un certificato avente valore pubblico, le competenze maturate al di fuori dei percorsi di istruzione e formazione formali. In questo modo sono valorizzate tutte le esperienze e tutto ciò che si sa e che si sa fare diventa riconoscibile, anche come crediti formativi nei processi di upskilling e reskilling. Anche gli operatori pubblici e privati dei servizi per il lavoro e la formazione hanno dei vantaggi, potendo erogare nuovi servizi e aumentando la capacità di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro.

In una prima fase avremo una sperimentazione con i giovani impegnati in contesti di apprendimento non formale come i tirocini extracurricolari, servizio civile universale e volontariato nel terzo settore, e con i lavoratori interessati da interventi di formazione continua.

Quello che abbiamo compiuto è un passo importante, con il rafforzamento del ruolo di coordinamento regionale, il servizio di certificazione delle competenze infatti è in capo alla Regione, e persegue l’obiettivo di legare ancora di più la formazione alle politiche attive del lavoro, offrendo uno strumento in più per i lavoratori per comunicare le proprie competenze”.

Lo dichiara in una nota l’assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Formazione e Scuola della Regione Lazio, Claudio Di Berardino.