ROMA- “Dobbiamo, con ogni mezzo, riuscire a tutelare e difendere il personale degli enti del servizio sanitario regionale del Lazio, poiché gli episodi di violenza a danno degli operatori della salute sono un fenomeno in crescita esponenziale. I media riferiscono, a cadenza sempre più ravvicinata, questi casi, rendendo le strutture del nostro territorio delle vere e proprie trincee. Una situazione non più tollerabile”. Lo scrive in una nota il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, membro della Commissione Sanità, che domani, lunedì 1 agosto ore 21, sarà relatore alla tavola rotonda “Stop alla violenza nei luoghi di lavoro”, organizzata dall’associazione Amad, presso il “Salotto Tevere”, dove particolare focus verrà dato all’ambito professioni sanitarie e dove verrà presentata al pubblico la proposta di legge regionale a riguardo, avente come proponente proprio il consigliere Giannini. “Gli ultimi dati Inail disponibili, che riguardano il quadriennio 2016-2020 – prosegue – parlano di una media di 2.500 casi di aggressioni all’anno, di cui circa tre quarti riguarderebbero il mondo femminile. Fra tutti i luoghi di lavoro, il più alto numero di episodi si concentra nei pronto soccorso (23%) e durante il trasporto d’emergenza (21%), ma non va dimenticato anche il ruolo chiave di tutte le professioni del settore, come gli impiegati amministrativi, spesso sotto attacco negli uffici degli enti sanitari di prossimità. È sorta dunque la stringente necessità di redigere in Regione una proposta di legge, che verrà presentata nelle prossime ore, e che definirà le modalità attraverso le quali potranno venire tutelati i soggetti del personale sanitario vittima di violenza. Tanti i punti cardine, racchiusi in sei articoli – spiega ancora Giannini – tra cui la previsione che gli enti del servizio sanitario regionale possano istituire una polizza assicurativa a favore del proprio personale. Ma non solo, verrebbe introdotto un programma triennale di interventi ad hoc con l’obiettivo, tra l’altro, di promuovere la figura dello psichiatra del lavoro. Verrebbe individuato un codice di accesso nei pronto soccorso destinato a pazienti potenzialmente violenti e verrebbero attuate particolari misure di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie. Si propone anche di puntare sulla formazione degli operatori della salute e sulla realizzazione di apposite campagne di comunicazione per sensibilizzare i cittadini. Fondamentale sarà poi stipulare protocolli d’intesa finalizzati alla presenza delle forze di polizia all’interno delle strutture sanitarie. Non da ultimo viene prevista una disposizione finanziaria, con fondi dedicati, per tutte le misure elencate. Oltre l’89% degli operatori della salute, almeno una volta, è stato vittima di violenza fisica o verbale sul luogo di lavoro, è ora di finirla e, una volta per tutte – conclude Giannini – di capire e, soprattutto, far capire l’importanza di rispettare chi ci aiuta”.