VITERBO – L’Università della Tuscia si aggiudica, per il sesto anno consecutivo, un consistente contributo finanziario per sostenere la mobilità universitaria con paesi terzi all’UE nell’ambito del Programma ERASMUS+ (Azione chiave KA171). L’obiettivo è accrescere la mobilità di studentesse e studenti, personale docente e tecnico amministrativo, sostenendo le priorità e le attività stabilite dallo Spazio Europeo dell’Istruzione, il Piano d’Azione dell’educazione digitale e l’Agenda europea delle competenze. Con questa azione diverse università di Paesi extra europei, tra cui Albania, Kosovo, Georgia, Armenia, Libano, Marocco, Kazakhstan, Uzbekistan, Iran, Oman e Ghana, potranno partecipare al programma di scambio sotto la guida di Unitus come ateneo europeo coordinatore di accordi interistituzionali. La collaborazione con questi Paesi, in gran parte consolidata da tempo, contribuirà a collocare l’ateneo viterbese in una posizione di rilievo tra le università italiane per attrattività e numero di studenti internazionali soprattutto dell’area caucasica e dei Balcani.

I progetti, che coinvolgono tutti i dipartimenti dell’Ateneo, avranno una durata di tre anni e sono destinati a giocare un ruolo chiave nell’incremento della dimensione internazionale dell’ateneo attraverso le esperienze di scambio che potranno fare il personale docente e tecnico amministrativo nella direzione ormai tracciata da tempo dall’ateneo viterbese: promuovere la mobilità di un sempre maggiore numero di studentesse e studenti, con particolare riguardo alle situazioni di necessità e di disagio. I progetti potranno avere un impatto anche sugli studenti italiani che non possono recarsi all’estero perché la circolazione di studenti e docenti favorirà un processo di internazionalizzazione diffuso e che l’Università della Tuscia sta perseguendo già da alcuni anni.

“Si tratta di un risultato straordinario”, commenta Simone Severini delegato del Rettore alle relazioni internazionali, “se pensiamo che il nostro ateneo ha ottenuto oltre il 7,5% dell’intero budget disponibile per l’Italia (poco più di 1,5 milioni di euro sui 21 disponibili). Le nostre studentesse e i nostri studenti avranno una straordinaria opportunità di allargare i propri orizzonti, approfondire una lingua straniera, conoscere altre culture e fare una splendida esperienza di vita. Ciò avrà ricadute pratiche visto che i dati occupazionali dimostrano che chi è stato in Erasmus ha il 40 per cento di possibilità in più di trovare un impiego adeguato alle proprie competenze”.

“Il programma si focalizzerà in particolar modo sulla mobilità di ragazze e ragazzi con minori opportunità”, aggiunge Carlo Contardo coordinatore dall’Ufficio Mobilità e Cooperazione Internazionale, “vale a dire coloro che, per ragioni economiche, sociali, culturali, geografiche, di salute o di difficoltà di apprendimento, hanno meno opportunità di accesso ai programmi di scambio”.