– Decine di migliaia di libanesi sono scesi in piazza per il quarto giorno consecutivo nelle principali città del paese per protestare contro la corruzione e la crisi economica. I manifestanti hanno sventolato le bandiere del Libano, ma non quelle di partito, contro una classe politica accusata di essersi arricchita alle spalle della popolazione per decenni, facendo poco per i cittadini. «La gente non ce la fa più», «Non ci sono buone scuole, né elettricità né acqua», sono alcune delle rivendicazioni di una protesta, la più imponente da cinque anni a questa parte, che si è estesa oltre Beirut, toccando anche le diverse comunità religiose, da quando il governo ha deciso di imporre nuove tasse per contenere il bilancio. Negli ultimi giorni i cortei sono stati pacifici. C’è stata un’escalation di violenza soltanto venerdì sera, quando alcuni manifestanti hanno rotto vetrine di negozi e banche e le forze di sicurezza hanno risposto lanciando lacrimogeni. E ci sono state decine di arresti. Nel frattempo Saad Hariri, premier di un governo di unità nazionale, in questi giorni sta incontrando i suoi ministri a caccia di soluzioni per rilanciare l’economia. (