L’inflazione continua a salire. Secondo le stime preliminari, nel mese di marzo 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’1,2% su base mensile e del 6,7% su base annua (da +5,7% del mese precedente). A comunicarlo l’Istat precisando che un tale livello di inflazione non si registrava dal luglio 1991. Anche questo mese, afferma l’Istat “sono i prezzi dei Beni energetici non regolamentati a sostenere l’ulteriore crescita”. Nel mese di marzo, l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +1,7% a +2,0% e quella al netto dei soli beni energetici da +2,1% a +2,5%. Lo precisa l’Istat evidenziando che l’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +1,6% per la componente di fondo. L’Istat precisa anche che, secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta del 2,6% su base mensile, prevalentemente per effetto della fine dei saldi invernali, di cui il NIC non tiene conto, e del 7,0% su base annua (da +6,2% di febbraio).