VITERBO – Gli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito hanno provveduto al disinnesco di una bomba d’aereo di circa 2.000 kg, risalente al secondo conflitto mondiale, rinvenuta in pieno centro del Comune di Viterbo.

Le operazioni, coordinate dalla Prefettura di Viterbo, sono iniziate alle ore sei con lo sgombero di un’area di 1.400 metri di raggio dal punto di rinvenimento del residuato e la conseguente evacuazione di circa 36.000 cittadini. Per la sicurezza dell’area è stato disposto il divieto di sorvolo dello spazio aereo interessato, nonché la chiusura del traffico ferroviario sulla linea ferroviaria regionale Roma Viterbo.

Gli operatori del 6° Reggimento Genio Pionieri, una volta completata la fase di evacuazione, hanno iniziato alle ore 10.25 l’intervento di disinnesco per la rimozione delle tre spolette, i congegni di attivazione della bomba, tutte attivate e armate. Neutralizzati questi, il residuato bellico è stato trasportato presso l’80° reggimento “Roma”, dove è stato reso inoffensivo con la tecnica della lisciviatura, che prevede lo svuotamento dell’ordigno tramite getti d’acqua ad alta temperatura, in grado di sciogliere l’esplosivo e convogliarlo in un sistema di filtraggio, in modo da separare il composto, per la successiva distruzione dell’esplosivo.

Nel 2023 i nuclei di artificieri dei reggimenti genio hanno condotto 2.356 interventi su tutto il territorio nazionale, neutralizzando 12.666 residuati bellici di cui 21 bombe d’aereo risalenti ai conflitti mondiali.

 

La bomba, dal diametro di 76 cm, lunga 2.08 m e con uno spessore di 0.77 cm, contiene al suo interno oltre 1.300 kg di esplosivo. La bomba da 2.000 Kg è della tipologia più grande ed è la sesta rinvenuta in Italia.

Per limitare l’area di evacuazione e i conseguenti disagi alla popolazione locale, i militari hanno realizzato una struttura di contenimento in grado di mitigare i possibili effetti dovuti ad un’eventuale esplosione accidentale durante le delicate attività di disinnesco. Ciò ha permesso di ridurre il raggio di sgombero a soli 1.400 m. Le distanze sono il frutto di recenti studi e sperimentazioni svolti dal Centro d’eccellenza Counter-Improvised Explosive Devices di Roma.