Si fa presto a dire no Vax, in Italia siamo a un passo dalla crociata contro chi è contrario al vaccino e non è ancora vaccinato, a prescindere dalle ragioni di ciascuno. Quelle  dell’impedimento per patologie varie,  la paura di rientrare in quella percentuale fisiologica di rischio,  la scelta consapevole, ponderata,  dettata  dalla confusione che si sta creando attorno ai vaccini, soprattutto in relazione alle varianti. Infine c’è  la presa di  posizione ideologica (i No vax duri e puri, per intenderci, quelli che remano contro). Si può fare di ogni erba un fascio, si può abdicare al principio legittimo della libera scelta? Certo che no, è ovvio, ma è partito un forte sentimento che colpevolizza chi non si vaccina ritenendolo responsabile dei contagiati e dei morti che verranno. E francamente questo mi pare eccessivo.
Se siamo nei guai non è colpa nostra, e chi non si vaccina non può essere giudicato come un potenziale carnefice. Ma lo Stato, il governo, le autorità sanitarie si muovo proprio su questo solco, mettendo alla gogna chi non si allinea, con effetti collaterali complicati e potenzialmente esplosivi. Invece di cercare di controllare il vaccino in sicurezza, centuplicando i controlli e mettendo realmente in sicurezza il paese si trovano dei capri espiatori. Cresce la convinzione che accanto alla emergenza sanitaria ci sia una emergenza comunicativa di una certa gravità. La comunicazione  è parte importante del problema, risolvendo la seconda emergenza si darebbe un grosso aiuto alla prima.

Non facciamoci prendere dal panico. In qualche modo ne usciremo. E ci toglieremmo dai guai in tempi più rapidi se le cose fossero chiare per tutti, se passo passo invece di trattare gli italiani come degli imbecilli le autorità politiche e sanitarie avessero spiegato come stavano veramente le cose chiedendo aiuto e collaborazione invece di porre solo paletti, divieti e misure. Non è  chiaro chi sia stato il burattinaio e quanti siano stati i burattinai in questa complicata vicenda, quali ideologie e quali interessi economici, di mercato , di potere abbiano condizionato le scelte; ma è abbastanza chiaro che non sempre si è proceduto in modo limpido, lineare.
Non è stato e non è solo un problema italiano, intendiamoci, i governi e i trust di altre nazioni hanno saputo fare anche peggio di noi (ma anche meglio,in certi passaggi cruciali). Ci sono le inchieste giudiziarie, i confronti tecnici, le clamorose contraddizioni e i tanti errori a documentare che non si  sia fatto tutto quello che si doveva fare e si sia fatto invece quello che non si doveva fare. Il mondo Intero è stato preso alla sprovvista, si è arrampicato sugli specchi e ha azzardato soluzioni sulle quali peraltro qualcuno ha lucrato e sj è arricchito. Noi abbiamo fatto finta di sapere più degli altri e non abbiamo saputo gestire fino in fondo la prima emergenza e neanche la seconda.

Abbiamo puntato tutto sui vaccini nascondendo il fatto che nella fase sperimentale non ci sono certezze e garanzie assolute. Se fin qui per sdoganare un vaccino ci volevano anni come è stato possibile fidarsi di un vaccino inventato in pochi mesi.? Lor signori si sono ben guardati dallo spiegare alla popolazione tutto questo, non hanno voluto mettere in guardia sui rischi dell’intera operazione e non hanno messo nero su bianco con chiarezza che i soggetti con determinate patologie correvano seri pericoli vaccinandosi. Hanno solo spinto sulle vaccinazioni intensive.caricando a testa bassa, senza cercare altre soluzioni. Per scoprire alla fine tutta la complessa e ingestibile problematica dei diversi vaccini, gfli intrecci, le implicazioni. In sostanza una informazione complessivamente da buttare, incompleta, approssimativa e orientata. Si dovevano tenere tranquilli gli italiani , evitando di preoccuparli e spingendoli verso l’obiettivo della immunità di gregge. Ma è proprio l’unica soluzione? La realtà dimostra che i vaccini non garantiscono il paradiso, che esistono le varianti e che sono molto più pericolose del Covid. E gli italiani si sentono giustamente truffati, per metà con i piedi nell’acqua delle vacanze e per metà sul punto di fare le valige dopo un anno da dimenticare. Truffati perché nessuno ha spiegato loro chiaramente che i problemi non erano finiti, che certe abitudini dovevano essere mantenute, che trasgredire è pericoloso. E invece si è lasciato che un senso di liberazione, di rilassatezza ci prendesse la mano, senza alzare almeno la barriera dei controlli. Contro il  virus non esiste solo il vaccino – che oggi per molti versi fa cilecca –  ma ci sono i gesti di responsabiltà e di prudenza, i controlli ossessivi,  i tamponi e i test. Si può convivere con il problema finchè non sarà risolto senza vessare nessuno, insomma. Ma i controlli non ci sono, una serie di servizi tv hanno svelato che si arriva e si parte senza controlli adeguati; si sono voluti giocare gli Europei a tutti i costi e ne paghiamo pesantemente le conseguenze. Ma nemmeno piangere sul latte versato serve. Occorre rimediare con una campagna di informazione massiccia che spieghi ossessivamente ma chiaramente cosa si deve e si può fare. Ultimo tassello di un mosaico di incongruenze organizzative, decisionali e mediatiche: il pasticcio della green card. Fatevi spiegare da chi sa farlo perché funziona solo per modo di dire e solo fino a un certo punto. Fatevi spiegare che tutto è legato ad una serie di piattaforme sulle quali affluiscono i dati, ma che i meccanismi sono tutti da rodare, mentre per i tamponi  i tempi di esecuzione e trascrizioni sono lunghi e disomogenei  da Regione a Regione. E poi,  parliamoci chiaro, andiamo a spiegare a delle persone anziane, a milioni di persone anziane, come funziona il meccanismo? Se era una mossa per spaventare gli italiani, per mettere di nuovo sotto pressione il sistema turistico e delle ristorazione ci sono riusciti alla perfezione. La green card per andare al ristorante è francamente una follia. L’effetto Macron fa tremare i polsi. Meglio tamponare a raffica la gente, tracciare i positivi e inseguire le varianti per annientarle. Nessuno lo dice chiaramente, per fare questo occorrono tanti soldi. Lo Stato se lo può permettere?

 

REPORTER