Parla l’on.Luciano Ciocchetti, FdI , vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera . “Credo che Rocca sarà un ottimo presidente e che possa migliorare il Lazio partendo dalla sanità”. “Più posti letto negli ospedali ma soprattutto una vera assistenza domiciliare, medici di base efficienti, presidi sanitari territoriali, Rsa”. “Migliorare le strutture esistenti prima di costruirne delle nuove”

 

Di Giovanni Tagliapietra

Una campagna elettorale va “raccontata”, letta, interpretata. Cominciamo a farlo attraverso la testimonianza dell’on. Luciano Ciocchetti, Fdl, vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera. Al di là della maglia che oggi indossa in Parlamento Ciocchetti è un politico di lungo corso ( in campo da 40 anni)  e conosce la politica capitolina e regionale come pochi. Al di là dei mandati parlamentari è stato consigliere comunale, vice presidente e assessore alla Pisana. La campagna elettorale per le Regionale si gioca, come è inevitabile che sia, sulla partita della sanità e le domande vertono soprattutto su questo tema. Da una parte c’è il potere di anni, dall’altra il “nuovo” che deve fare necessariamente proposte alternative., Fin qui Francesco Rocca non ha entusiasmato, serve un salto di qualità.

 Che la sanità sia a pezzi, che nulla funzioni, che i Pronto Soccorso siano al collasso, si sa. Ricette concrete zero. Lei ha una profonda conoscenza della realtà laziale, politica e sanitaria, ha amministrato la Regione conosce meglio di tanti altri la realtà. Che si può fare?

Sinceramente credo che Francesco Rocca sarà un ottimo Presidente della Regione. Si è sempre contraddistinto per un impegno ammirevole nell’ambito della sanità  e nelle grandi emergenze non solo del Lazio, con ottimi risultati. Penso all’apertura dell’Ospedale S.Andrea e la gestione di Croce Rossa Italiana e Internazionale. Mi pare oltretutto che nelle sue prime uscite abbia chiarito con forza che occorre una riforma complessiva della sanità del Lazio partendo dal territorio e dalle cronicità. In particolare a mio avviso occorre ripartire dal territorio : la pandemia ci ha insegnato che senza territorio organizzato con Assistenza Domiciliare, Medici di Medicina Generale , farmacie , presidi sanitari territoriali, RSA , privato sanitario accreditato e cooperazione socio sanitaria messi in rete e che facciano da filtro agli ospedali , il sistema non potrà funzionare. Poi bisogna aumentare i posti letto ( nel Lazio siamo 3 posti letto su1000 abitanti , la media nazionale è 3,7 e quella OCSE è 4,9) . Pagare di più il personale sanitario , partendo dagli operatori dei Pronto Soccorso, e organizzare diversamente l’emergenza : unificare per esempio il 118 con il 112 dandogli funzioni di governo telematico di accesso ai pronto Soccorso e distinguere accessi tra i codici Rosso e Arancione  e gli altri Azzurro,Verde e Bianco. Rimpinguare gli organici di medici , infermieri e OSS e delle altre funzioni del comparto.

D’Amato ha messo in piedi progetti per nuovi ospedali ovunque, ha sostenuto case e ospedali di comunità. Ma mancano gli operatori, i medici, gli infermieri…

Nessuno è contro la realizzazione di nuovi Ospedali ma prima , secondo me una regione seria deve porsi il problema di migliorare quelli esistenti, che sarà la nostra priorità. Mentre gli  ospedali di comunità per me sono una cattedrale nel deserto e quindi totalmente inutili anche perché non ci sarà il personale in grado di gestirli. Purtroppo sono previsti dai programmi del PNNR  Nazionale che speriamo possa essere rivisto. In merito alle case di comunità che sono  nè più nè meno il cambio di nome delle case della salute, sono un progetto fallimentare perché non migliorano i servizi e non potenziano la rete territoriale. Sono strutture che non sono né carne né pesce, né ospedali né presidi che rafforzano l’assistenza territoriale. Le risorse messe a disposizione dal Pnrr per la loro realizzazione sono assolutamente inutili, tant’è vero che è volontà del governo rivedere la normativa presente nel Pnrr e valutare se dirottare queste risorse direttamente per l’ampliamento e la ristrutturazione delle attuali strutture ospedaliere . Sarebbe molto meglio destinare queste risorse per riorganizzare e rilanciare la rete ospedaliera regionale già esistente, per riaprire reparti e ospedali chiusi , per completare le ‘Torri’ del Policlinico Tor Vergata e il nuovo Ospedale dei Castelli.

 Il servizio chiave
della assistenza
domiciliare

Con il collega candidato Maselli lei recentemente ha aperto il fronte della assistenza domiciliare. Un servizio-chiave, che solo alcune Asl, va detto e riconosciuto, si stanno sforzando di portare a regime. Cosa bisogna fare? Una rete di assistenza a maglie strette risolverebbe molti problemi. Ma ci vogliono risorse economiche e umane.

L’ultimo regalo della giunta Zingaretti e dell’assessore alla Sanità D’Amato è una Determina del 29 dicembre in cui sotto il titolo di “riorganizzazione e riqualificazione delle cure domiciliari” si nasconde null’altro che l’ennesima proroga, anche per il 2023, della stessa “sperimentazione” del sistema di accreditamento dei servizi di assistenza domiciliare, inizialmente prevista per un solo anno, il 2020, e poi già prorogata nel 2021 e nel 2022 causa Covid.
Nel 2019 l’assessore alla sanità D’Amato richiese a tutti gli erogatori un sacrificio di un anno in una logica di continuità assistenziale, chiedendo di accettare una drastica riduzione delle tariffe previste e promettendo una rapida transizione verso modelli più evoluti che prevedessero tariffe sostenibili ed adeguate. Dopo 3 anni nulla è cambiato, tutto è rimasto fermo. Inoltre il Dca 525/2019 che dette avvio a questo percorso prevedeva espressamente che da subito vi fosse l’attivazione di un tavolo tecnico di monitoraggio composto da Regione, ASL, Associazioni di categoria degli erogatori che avrebbe dovuto gestire questa “rapida” transizione e apportare i necessari correttivi al sistema, proponendo anche nuovi modelli e nuovi profili tariffari. Si contano invece sulle dita di una mano le volte in cui questo tavolo tecnico è stato convocato, senza che mai venissero avviati veri lavori di analisi, di confronto e di messa a punto del sistema. Per l’assessore D’Amato si tratta di un vero e proprio fallimento. E’ ora di dare piena attuazione al sistema di accreditamento dei servizi di assistenza domiciliare e chiederemo al candidato del centrodestra Francesco Rocca, sensibile alle problematiche dei cittadini più fragili, di impegnarsi in tal senso definendo le ‘cure domiciliari’ strutturali e con tariffe adeguate.

Tenere in piedi
la rete
delle Rsa

Altro argomento che nessuno tocca è quello della assistenza ai soggetti non autosufficienti (oggi, e non quando la riforma andrà a regime) e delle Rsa, unico baluardo contro il disastro, che sono messe con le spalle al muro da costi economici insopportabili. Il centro sinistra fa orecchie da mercante, il centro destra non ha una linea precisa. Che ne pensa?

Innanzitutto a proposito di questo tema, da sempre mi sono battuto in prima linea sia in Parlamento che in Regione. Ritengo che le fasce più deboli siano quelle che in questo momento la politica di Centro Sinistra ha dimenticato e in questi ultimi dieci anni, nulla è stato fatto a livello sanitario, dalla giunta Zingaretti e dai governi nazionali degli ultimi 11 anni . Le Residenze Sanitarie Assistenziali vanno profondamente ripensate. Le RSA devono essere potenziate , per far fronte alla sempre maggior assistenza , anche adeguando sistemi organizzativi e protocolli trattamento per meglio fronteggiare la maggiore complessità e fragilità dell’attuale utenza. La RSA del futuro a mio avviso è una struttura sanitaria del territorio , aperta e flessibile, sia come presidio dedicato all’assistenza residenziale agli anziani non autosufficienti. Occorre rivedere le tariffe del rimborso sanitario e modificare la parte sociale graduandola in rapporto alle condizioni di autosufficienza dei pazienti. Serve qualificare la formazione di una nuova generazione di operatori sanitari che in aggiunta agli infermieri professionali integri la gestione sanitaria delle RSA, penso agli OSS con la terza S. Non penso che il Centro Destra non abbia una linea precisa in merito, anzi, ha sempre dimostrato attenzione a questo tema e sarà certamente uno dei fondamentali della nuova politica regionale a guida Rocca sulla base delle linee guida che a livello nazionale saranno emanate. Quando fui Vicepresidente della Regione, ci occupammo della rimodulazione delle tariffe dei servizi sociali e socio-assistenziali sulla base della situazione socio-economica delle famiglie, questa è una politica che pensa ai più deboli e non basata solo su slogan elettorali.