Cristina Matranga, direttore generale di Asl Roma 4

Parla il direttore generale della ASL Roma 4.  Raccogliamo la sfida che il PNRR ci offre, vogliamo realizzare strutture di prossimità e riempirle di contenuti utili creando sinergie con medici di medicina generale, con gli specialisti, con la nuovafigura dell’infermiere di comunità. Serve una maggiore integrazione tra i due presidi ospedalieri

Di Giovanni Tagliapietra

 In questi mesi Cristina Matranga, direttore generale della Asl Roma 4, ha battuto palmo a palmo il territorio. L’Azienda Sanitaria nella quale è succeduta sulla poltrona di DG a Giuseppe Quintavalle è realtà complessa, complicata. La nuova manager h voluto conoscere uomini, strutture e problemi. Ha dovuto gestire l’emergenza pandemica e ha gettato le basi per il futuro. Le abbiamo rivolto alcune domande

 

Nel panorama delle Asl laziale quella che lei è stata chiamata a dirigere ha delle peculiarità che ne rendono la gestione particolarmente impegnativa, sia per l’ampiezza che per la complessità del territorio considerato. Quale è stato il suo approccio?

 Sono stata chiamata a ricoprire questo incarico a maggio 2021, dunque nel pieno della campagna vaccinale, e molto tempo ed impegno sono stati inevitabilmente assorbiti da questo, basti pensare al Centro Vaccinale del Porto di Civitavecchia inaugurato a fine giugno, con ben 16 poltrone, o alla vaccinazione del personale marittimo a bordo delle navi, esperienza davvero pionieristica, che ci ha consentito di vaccinare circa 16.000 marittimi. In questo sono stata supportata da una squadra davvero eccellente, già al lavoro, solida e collaudata da prima del mio arrivo, a partire dal Dipartimento di Prevenzione, dal Dipartimento delle Professioni Sanitarie, la Farmacia, la UOC Vaccinazioni, questo anche grazie all’eredità molto positiva che ho raccolto dal mio predecessore, Giuseppe Quintavalle, un DG esperto e molto apprezzato in questa Azienda. Del resto la Direttrice Sanitaria è rimasta la Dott.ssa Matera, che ho riconfermato e che per me è stata ed è una guida preziosa nel percorso di conoscenza dell’Azienda.

Al contempo però avevo la necessità di conoscere l’Azienda ed i suoi professionisti, ed ho dunque cercato nei primi mesi di dedicare comunque una buona parte del mio tempo a conoscere anche fisicamente luoghi, professionisti, sedi di presidio. Ho anche inaugurato una sede del mio ufficio dentro l’Ospedale di Bracciano una o due volte alla settimana, anche per monitorare da vicino l’andamento dei lavori e le problematiche specifiche di quel territorio, nonchè per favorire integrazione con l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia. Ho quindi girato moltissimo sul territorio, andando personalmente a trovare quasi tutti i 28 sindaci e a visitare tutti i presidi aziendali. E’ stata per me una fase molto faticosa ma altrettanto importante per stare, come si dice, on the shop floor. Tra maggio e ottobre abbiamo tenuto 3 collegi di direzione, 3 Conferenze dei sindaci, abbiamo incontrato tre volte le OOSS della Dirigenza e del comparto, ed ho organizzato un ciclo di incontri per conoscere tutte le Macrostrutture, Dipartimenti e Aree, dell’Azienda. Abbiamo anche organizzato un ciclo di incontri, uno per ciascun Distretto, con il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio finalizzati allo studio delle condizioni di salute della popolazione ed alla stratificazione del rischio. Sono stati incontri di grandissimo interesse, alla base di una corretta programmazione sanitaria.

 

Lei viene da una Asl “cittadina”, con un gran n umero di ospedali, di case della salute e di strutture,. La Asl Roma 4 ha altre dimensioni e altri  parametri, caratteristiche orografiche particolari Ce la racconti

A volte ho la sensazione che si tratti di 4 aziende in una tanto sono diverse le caratteristiche dei 4 Distretti, il distretto 1 e 2 sulla fascia costiera, con un porto che è terzo in Italia per transito passeggeri, ed una popolazione che d’estate raddoppia. Con un Ospedale come il San Paolo che negli ultimi anni ha davvero cambiato volto ed ancora sta attraversando una fase di grandi cambiamenti, con la grande occasione e sfida offerta dalla possibilità di realizzare la radioterapia, con un bellissimo Hospice a gestione diretta, e con la conseguente possibilità di fare una buona oncologia di prossimità; poi c’è il Distretto 3 con un altro Ospedale, il padre Pio di Bracciano che serve i comuni attorno al lago, con le problematiche di integrazione tra i due ospedali, Bracciano e Civitavecchia, e con lavori in corso molto importanti, ma anche con ottime potenzialità; ed infine il Distretto 4, un Distretto davvero peculiare, con ben 17 Comuni, una popolazione di oltre 100.000 abitanti, una forte mobilità passiva verso gli Ospedali romani, una rete viaria complicata, su tre grandi direttrici non collegate tra di loro, molti piccoli comuni con indice di vecchiaia molto elevato e nessun presidio sanitario… insomma una situazione sulla quale si può davvero lavorare molto e fare la differenza. Fortunatamente il Distretto 4 è costituito in Consorzio Intercomunale e la collaborazione con il Direttore del Consorzio, Dott. Federico Conte, è ottima, lo stimo molto e la collaborazione è ben avviata.

  Asl periferica ma strategica. Ha un grande porto, una autostrada  è al centro di un grande nodo infrastrutturale. E questo pone altri problemi anche sul piano socio-sanitario.

Trovo che in una ASL periferica la collaborazione con le altre istituzioni e con il terzo settore sia al tempo stesso più semplice e più rilevante. Basti pensare alla sinergia creata con le istituzioni afferenti l’area portuale, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, USMAF, che ci hanno consentito di collocare un drive in e un importante centro vaccinale, oltre che di vaccinare, come dicevo, oltre 16.000 marittimi. O ancora alla collaborazione con il Carcere dove abbiamo avviato – con un’ottima adesione – la campagna di screening per il colon retto. Con il terzo settore invece basti pensare al progetto di cohousing supportato per pazienti fragili, un progetto che ha vinto il primo premio dell’iniziativa Welfare oggi della Casa editrice Maggioli, realizzato proprio grazie alla collaborazione tra Dipartimento di Salute Mentale e la Comunità di Sant’Egidio. Un’ottima sinergia anche con la CARICIV, sempre di aiuto e vicina all’Azienda con sostegni anche di carattere economico, ma anche con le altre associazioni, dalla ADICIV per il Diabete alla ADAMO che si occupa del trasporto dei pazienti oncologici. Proprio per l’importanza di questa rete il 19 novembre abbiamo ripreso il tavolo con le associazioni, già avviato nel 2019, fermato per la pandemia, ed oggi riavviato

Non c’è dubbio che lei abbia dato una notevole spinta nella campagna vaccinale e in quella delle prevenzione e del controllo. Ma ha fatto anche altro, allargando i confini operativi del suo mandato. Per esempio?

Io credo che i primi sei mesi di mandato siano da dedicare essenzialmente alla conoscenza ed analisi del contesto aziendale ed alla costituzione di una squadra. Oggi sto raccogliendo i primi frutti, ma sto soprattutto dedicandomi al futuro ed alle tante iniziative che questa Azienda merita, abbiamo in preparazione diversi momenti importanti, dall’avvio del progetto sulla radioterapia, alla prossima inaugurazione di un grande poliambulatorio a Fiano Romano, alla apertura del reparto di lungodegenza all’Ospedale di Bracciano, alla revisione della rete di laboratorio con l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini della ASL un eguale accesso alle prestazioni di laboratorio, con possibilità di eseguire il prelievo vicino casa e di avere il referto on line anche per esami specialistici. Tra le tante cose, ne ricordo solo due che mi hanno dato una grande emozione: la visita negli appartamenti del cohousing supportato realizzati dal DSM e dalla Comunità di Sant’Egidio, dove sono stata accolta con grande entusiasmo dai pazienti, che mi hanno regalato dei fiori ed un libro, e che soprattutto mi hanno raccontato le loro incredibili e bellissime storie di vita, e la festa alla comunità Il Melograno un centro residenziale gestito dal nostro DSM con grandissima competenza e altrettanta passione. Ecco guardando a questi esempi si ha davvero la sensazione di quanto sia difficile ma importante questo mestiere ed anche di quanto si possa e si debba fare per migliorare la salute dei cittadini.

 

Un discorso di prospettiva. Al di là della gestione emergenza, che obiettivi si propone? Nuovi interventi sul territorio, campagne informative, operazioni chirurgiche su realtà specifiche?

Credo che il PNRR rappresenti davvero una grande opportunità, da sfruttare grazie all’esperienza costruita sul campo nella gestione della pandemia. La sfida è nel realizzare strutture di prossimità e nel saperle riempire di contenuti utili e realizzabili, creando sinergia con i medici di medicina generale, con i professionisti della specialistica ambulatoriale e con la nuova figura dell’infermiere di comunità, che peraltro la nostra Azienda ha già sperimentato nel distretto 2 con risultati molto positivi; credo che sia fondamentale rafforzare questa rete e saper integrare tutte le competenze alla luce dei bisogni di salute della popolazione, riallineando l’offerta  alle effettive necessità ed avvicinandosi anche fisicamente ai cittadini residenti.

Sul versante ospedaliero c’è sicuramente bisogno di una maggiore integrazione tra i due presidi perchè hanno entrambi delle buone potenzialità di sviluppo sia in termini di investimenti strutturali e tecnologici che in termini di sviluppo delle varie linee di attività, di area medica e di area chirurgica, anche potenziando rapporti di collaborazione con le Aziende vicine, dalla ASL di Viterbo, con la quale abbiamo in itinere diversi protocolli, alla AOU S. Andrea, con la quale stiamo studiando una convenzione per portare a Bracciano alcune specialità chirurgiche.

Credo che questo sia un momento di grandissima opportunità nel quale possiamo ridisegnare il volto del nostro sistema sanitario, che peraltro credo che abbia saputo mostrare in questi due anni di pressione anche una grande capacità e flessibilità. Soprattutto nella nostra Regione, il lavoro di serrato coordinamento portato avanti dall’Assessorato e dalla Direzione Salute ha fatto veramente la differenza. La comunità professionale che ho trovato nella ASL ROMA 4 è a mio parere pronta a raccogliere la sfida, piena di entusiasmo, capacità e voglia di fare, e io sono una DG molto orgogliosa.