“Pronti per la piattatorma robotica”. “Siamo la prima struttura pubblica in Italia ad avere questo tipo attrezzatura. Da circa 6 mesi la utilizziamo per la chirurgia protesica del ginocchio e ci fa lavorare con livelli quantitativamente elevati”.

Di WANDA CHERUBINI

Il dott. Carmelo D’Arrigo è da aprile 2018 primario del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Paolo- Asl Roma 4 di Civitavecchia. A lui fa riferimento anche l’ospedale di Bracciano, le due strutture sono unificate dal punto di vista ospedaliero. Ortopedico di lungo corso è stato chiamato a rilanciare il reparto e a portarlo ad una chirurgia di livello elevato. Lo abbiamo intervistato per fare con lui un bilancio di questi cinque anni e parlare delle prospettive a medio termine

Prima di tutto il punto sulla sua Uoc. Quali sono i punti di forza?

“Lavoriano su due strutture: l’ospedale di Civitavecchia e quello di Bracciano. Nella prima sede con nove collaboratori, nella seconda con sei. Otto sono professionisti che ho laureato io e specializzato al Sant’Andrea, dove sono docente. Due-tre anni fa c’è stato un profondo rinnovamento perché siamo usciti fuori dal commissariamento regionale e ci sono stati nuovi concorsi con molti miei ex studenti che sono venuti a lavorare, con me. Un gruppo di lavoro sicuro, coeso e affiatato. I punti di forza sono dati proprio da questa collaborazione con i giovani, validi e motivati. Sono riuscito a mettere insieme il vecchio con il nuovo, l’esperienza dei più grandi con l’entusiasmo dei giovani. Siamo riusciti da subito ad accelerare sul rinnovamento e copriamo quasi tutta la chirurgia con tutte le patologie che fanno parte dell’ortopedia. Abbiamo un fiore all’occhiello che è la percentuale più alta, ben il 94%, di interventi fatti nelle 48 ore di frattura al collo/femore. Trend che abbiamo potuto raggiungere e mantenere grazie all’organizzazione aziendale, con la collaborazione di tutte le altre figure professionali.

Quanti interventi eseguiti di norma all’anno?
“Quest’anno, con tutta la pandemia, nell’ospedale di Civitavecchia, abbiamo eseguito 820 interventi chirurgici che sono un numero elevato per una struttura come la nostra con solo 4 sale operatorie a Civitavecchia che devono essere divise con altre specialità. Abbiamo, invece, raggiunto un nostro obiettivo, superando gli 800 interventi l’anno”.

Quali sono gli interventi maggiormente richiesti?
“La richiesta maggiore è la chirurgia protesica perché, avendo la popolazione che va verso l’età avanzata, ci sono patologie protesiche. Quindi, abbiamo una grande richiesta di chirurgia protesica per anche e ginocchio. I pazienti protesici sono tutti ultra 70enni e si tratta di una richiesta importante, insieme alle patologie traumatiche di tipo fratturativo”.

Tra Bracciano e Civitavecchia come Pronto soccorso si arriva a circa 38 mila accessi; tra il 30 e 40% hanno bisogno dell’intervento di Ortopedia. Una mole di lavoro non indifferente Come riuscite a gestire tutto?

“Cerchiamo assolutamente di dare priorità ai pazienti fratturati, ma se si riesce ad organizzare bene gli spazi si trova posto anche per la chirurgia d’elezione protesica senza far andare i pazienti fuori. Anzi, abbiamo invertito la tendenza e abbiamo molti pazienti che vengono da noi invece che andare in strutture extra regione. Ovviamente bisogna saper sfruttare anche dei trend ed, infatti, mi sono inserito nel canale del rinnovamento che mi ha permesso di avere nuovo personale e di incrementare i trattamenti chirurgici. Questo ha riguardato anche altre anime del personale come quello infermieristico. Devo avere un’ottima sala operatoria, un ottimo reparto per fare al meglio il mio lavoro. L’ortopedia attuale deve tener conto di una popolazione che diventa sempre più anziana. Facciamo tutta la chirurgia ortoscopica, la ricostruzione dei legamenti, ma la prevalenza è la chirurgia protesica”.

Parliamo dell’uso innovativo della chirurgia robotica.
“Con il nuovo direttore generale abbiamo condiviso l’idea di avviare una sperimentazione con la chirurgia robotica per la protesica, la sperimentazione è andata molto bene ed ora l’azienda si accinge ad espletare la gara per l’acquisizione della piattaforma. E’ un fiore all’occhiello. E’ la prima struttura pubblica in Italia ad avere questo tipo di piattaforma robotica e questo mi fa molto piacere. Da circa 6 mesi la utilizziamo per la chirurgia protesica del ginocchio e ci fa lavorare con livelli quantitativamente elevati. Migliora significativamente quelli che sono i risultati e funziona come importantissimo strumento didattico: infatti utilizziamo la piattaforma robotica anche per far fare esperienza agli specializzandi, che così acquisiscono con maggiore velocità le competenze necessarie, rispetto ad un tirocinio tradizionale. Siamo, infatti, anche sede di scuola di specializzazione. La Asl Roma 4 ha una convenzione con il policlinico Sant’Andrea e gli specializzandi di Ortopedia vengono a turno a fare tirocinio.