Parla Rosaria Marino, candidata al Campidoglio nella lista Calenda Sindaco

 

Di Francesco Vitale

 

Rosaria Marino è’ tra i  candidati all’ assemblea capitolina  con la  lista civica legata a Calenda sindaco. Le scelte vanno rispettate. L’abbiamo intervistata perché riteniamo che sia personaggio di spessore e perché ha un curriculum di notevole rilievo che la qualifica a nostro avviso per un ruolo politico-amministrativo in Campidoglio. Due lauree, medicina e Scienze della comunicazione, più di 30 di lavoro a Roma nella Pubblica amministrazione e in particolare nella sanità, oggi dirigente della Asl Roma 1. Negli anni passati è stata commissario ad acta per la sanità,  direttore generale e commissario di Arpa Lazio e direttore generale dell’Arsial. Non si può dire che non conosca le dinamiche politiche ed amministrative. Ama l’idea di poter far qualcosa che possa migliorare la vita di tutti ed è per questo che ha voluto sempre lavorare nell’amministrazione pubblica. Tra le priorità, in questa nuova avventura politica, la possibilità di intervenire su trasporti e viabilità e ovviamente il decoro urbano

Perchè una dirigente di una amministrazione locale fa una scelta di campo e decide di candidarsi?
La politica dovrebbe esprimere le idee e gli amministratori pubblici essere il braccio operativo deputato a realizzarle. Io sono nella Pubblica Amministrazione sin dalla prima Repubblica e devo dire che negli ultimi 15 anni di idee ne ho sentite sempre meno mentre sono aumentate le ingerenze della politica nella gestione, in contraddizione anche con le leggi che regolano i rapporti tra politica e amministrazione pubblica. Se la politica non cresce la Pubblica Amministrazione che è una sua emanazione non può che opacizzarsi. Ho deciso quindi che, per la Comunità, fosse meglio impegnarsi a ricostruire il vertice che spegnersi alla base nel ruolo di dirigente pubblico.

Chi è Rosaria Marino?
Sono un’idealista e mi piace, non intendo rinunciarvi. Amo l’idea di poter far qualcosa che possa migliorare la vita di tutti ed è per questo che ho voluto sempre lavorare nell’amministrazione pubblica. Ho sempre dato il massimo con entusiasmo, ma qualche volta non sono stata premiata per questo anzi, ho pagato il voler cambiare quello che era giusto per la Comunità ma alterava equilibri e metteva in discussione rendite di potere. Tuttavia sono una combattiva e difficilmente mi arrendo. Continuo a provarci tutti i giorni nelle piccole cole cose dove è possibile.

Perchè la scelta di Calenda?
Calenda è l’unico candidato che può liberarci dall’immobilismo che a Roma dura da più 20 anni. E’ indipendente, competente, ha un programma vero e dettagliato e promuove una politica innovativa. Ha voluto a sostegno della sua candidatura solo una lista con tanti giovani e professionisti, racconta esattamente cosa farà ben sapendo che a volte alcune sue idee gli procureranno dei nemici, è coerente e non farà apparentamenti se non dovesse andare al ballottaggio. Insomma Calenda non segue gli schemi della cattiva politica a cui ci siamo abituati. E’ leale, corretto e non racconta ovvietà. Spero che i romani lo capiscano perché difficilmente avremo per la città un’occasione come questa.

Cosa serve alla città di Roma?
C’è moltissimo da fare ma credo ci siano delle priorità: intervenire sulla riorganizzazione di tutta la macchina amministrativa, perché non si può attendere mesi per un certificato o una carta d’identità; intraprendere la strada per realizzare il ciclo dei rifiuti completo; avviare il piano straordinario per il recupero del decoro urbano; intervenire su viabilità e trasporti: recuperare risorse economiche dagli sprechi per eliminare gradualmente una tassa davvero indegna che è l’addizionale comunale prevista sino al 2048 ed applicata a tutti, pensionati compresi; porre attenzione alla famiglia con facilitazioni per la realizzazione di asili e nidi e interventi per giovani ed anziani.  Se riuscissimo a realizzare solo questa parte del programma Roma diventerebbe la più invidiata capitale europea.