Parla Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio. Ci aspettiamo dal nuovo governo della capitale dialogo, rispetto  e sinergia. Teniamo in piedi la città, siamo rimasti in piedi nonostante la pandemia, abbiamo proposte e rivendicazioni”. Senza proroga delle concessioni per l’occupazione di suolo pubblico nel 2022 la ristorazione rischia di perdere in un anno 40 milioni di euro e migliaia di post di lavoro”.

 DI Giulio Terzi

 Lo scenario cambia ancora. Pandemia? Un punto interrogativo, Green Pass? Non si è capito come andrà a finire. Il nuovo sindaco è alle prese con gli “alleati” ai quali dovrà cedere cariche e potere. D’altra parte il tessuto connettivo della economia romana sta riducendo le ferite e anzi sembra in una fase di nuovo sviluppo, i ristoratori sorridono,  gli esercenti sono più sereni. Il turismo è tornato e gli alberghi sono pieni, dice Daniele Brocchi di Assoturismo Confesercenti. Ne parliamo con Claudio Pica, presidente presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio.

 

Presidente, cosa è cambiato rispetto alla drammatica situazione che abbiamo vissuto in questi venti mesi di pandemia?

“Intanto va sottolineato il fatto che molte aziende ce l’hanno fatta. Sono rimaste in piedi, con i loro sacrifici e sforzi, nonostante il momento di grande crisi e contrazione economica. Come Fiepet-Confesercenti ci siamo spesi in tutti i tavoli istituzionali, portando le nostre proposte – in alcuni casi recepite –al governo, al Comune di Roma e alla Regione Lazio. Adesso è il momento della ripartenza, e forse anche il più difficile perché bisogna misurarsi con un’economia diversa, con il mutamento delle strategie turistiche dove il turismo di prossimità ha dato segnali più concreti rispetto ai grandi flussi cui eravamo abituati e che certamente torneranno, ma intanto si è aperto un canale nuovo. Stesso discorso per la filiera ristorativa con alcuni settori che hanno retto e guadagnato grazie all’asporto e al delivery, opzioni impensabili nell’era pre Covid e che ora rappresentano un valore aggiunto. Certamente, quindi, ora c’è più fiducia e per non disperdere questo momento di fibrillazione positiva ognuno deve fare la sua parte: l’impresa da una parte e le amministrazioni dall’altra”.

 

Cosa serve per mettersi in pari, per stabilizzare il mercato? Le vecchie regole valgono ancora? Tutte quelle discussioni sull’occupazione del suolo, sugli arredi, hanno ancora un senso?

“Vanno considerate tutte quelle leve che permettono alle imprese di operare nelle regole e in sicurezza. Abbiamo già chiesto, ad esempio, di prorogare le concessioni per l’occupazione di suolo pubblico realizzate sotto emergenza pandemica. Scadranno il 31 dicembre, ed è necessario mantenerle per dare un sostegno a bar e ristoranti della Capitale. Se non ci sarà la proroga, nel 2022 la ristorazione rischia di perdere in un anno 40 milioni di euro e migliaia di post di lavoro”.

 

C’è un nuovo governo cittadino, non le chiedo un parere politico, ma cosa si aspetta, che rapporti avete?

“Ci aspettiamo dialogo, sinergia con le associazioni di categoria. Il mondo produttivo dà molto alla città, sia in termini di tributi locali che di benefici all’economia locale. Auspichiamo, per il bene della città, un rapporto virtuoso tra il comparto associativo e l’amministrazione capitolina”.

Il futuro va governato, non c’è dubbio. Ma voi avete la forza di farlo?

“Lo facciamo tutti i giorni, un imprenditore che apre sotto Covid investendo propri capitali è un eroe quotidiano. Non le pare che questa sia una grande forza per governare il futuro, quantomeno di chi da impresa?”

 

Parliamo della sua associazione di categoria. E’ forte e vivace, quanti iscritti e quali obiettivi? Perché ha un senso aderire?

“Abbiamo una rappresentanza di oltre il 70% dei pubblici esercizi romani e negli ultimi due anni abbiamo associato altre 250 aziende in più. Tra i servizi erogati ai nostri associati vi è la formazione e la consulenza sulla ristorazione, in particolare per bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Forniamo gli strumenti per essere sempre aggiornati sia a livello tecnico che normativo. Tra i nostri associati, da anni, figura anche Eugenio Morrone, campione del mondo di gelateria nel 2020, un orgoglio per la nostra associazione a conferma delle eccellenze che ne fanno parte. La nostra stella polare rimane l’unità e il carattere identitario del mondo associativo che rappresentiamo, e di cui auspichiamo si possa tornare in quegli anni in cui l’associazione e i suoi iscritti contribuivano a portare sviluppo e crescita economica”.