epa10122765 An employee checks pipework at the underground gas storage facility operated by RWE Gas Storage CZ near Haje u Pribrami, Czech Republic, 15 August 2022. The voluntary commitment by EU member states from the summer 2022 to reduce gas consumption by 15% means that the Czech Republic will have to save about a billion cubic meters at the national level. EPA/MARTIN DIVISEK

Si è riunito a Bruxelles il Consiglio Affari Energia per trovare una prima intesa sul meccanismo di correzione del mercato, un price cap statico, proposto dalla Commissione Ue insieme all’intero pacchetto sull’emergenza energetica. I 15 Paesi, tra cui Italia e Francia, che avevano sottoscritto a settembre la lettera a favore di un cap al gas hanno avuto una breve riunione prima del Consiglio e hanno concordato una posizione unitaria, quella di non aderire alla proposta della Commissione. Proposta che il ministro dell’Ambiente polacco, Anna Moskwa, ha definito nettamente “uno scherzo” prima di entrare alla riunione. Riserve anche  da parte dei cosiddetti Paesi scettici.
“Abbiamo terminato una riunione tra i Paesi critici” sulla proposta del price cap “c’è la condivisione di non aderire” al piano presentato dalla Commissione Ue. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, prima del Consiglio Affari Energia e dopo una riunione tra i 15 Paesi che avevano chiesto mesi fa il price cap al gas, ha annunciato: “Non aderiamo alla proposta di Bruxelles. La posizione a questo punto è valutare complessivamente sia la proposta della Commissione sul price cap sia gli altri termini dell’accordo che possono riguardare gli altri temi, come la solidarietà e la trasparenza, ma tutto in un unico blocco. E su questo terremo la posizione alla riunione di questa mattina. Non è una questione di accordo, ma di trattare l’intero pacchetto. Su alcuni temi l’accordo ci può essere”. La ministra della Transizione Energetica della Francia, Agnes Pannier-Runacher, prima di entrare al Consiglio Affari Energia, ha detto: “La proposta del price cap della Commissione Ue non è sufficiente e bisogna continuare a lavorare sulle relazioni con la Norvegia per limitare il prezzo del gas ma anche sul disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità e continuare a lavorare ugualmente su una profonda riforma del mercato”. Anche per la ministra della Transizione Energetica della Spagna, Teresa Ribeira, prima di entrare al Consiglio Affari Energia, “il price cap così come è stato concepito appare uno scherzo di cattivo gusto da parte della Commissione europea e la maggioranza degli Stati membri guarda con preoccupazione a ciò”. Il Ministro dell’Ambiente e dell’Energia greco, Kostas Skrekas, ha affermato: “Fissare il prezzo massimo a 275 euro a megawattora non è davvero un tetto. La crisi energetica sta scuotendo le famiglie e le imprese, e per questo dobbiamo fare qualcosa. Non possiamo stare a guardare e non fare nulla. Stiamo perdendo tempo prezioso senza risultati e dobbiamo proteggere le famiglie europee e la credibilità dell’Europa. Vorremmo un meccanismo più realistico. Perché anche nel mese di agosto, periodo in cui abbiamo sofferto per l’impennata dei prezzi del gas naturale, questo meccanismo di correzione dei prezzi non si attiverebbe”.