Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al comitato elettorale di Francesco Rocca, ha detto: “Le parole di Silvio Berlusconi sull’Ucraina non le condivido, come mi pare di capire non le condivida l’intero governo. Dal punto di vista dell’azione concreta, siamo in linea con quanto Berlusconi e il suo partito hanno sottoscritto nel programma. Se eventualmente uno cambia idea, lo pone nei tavoli o negli atti parlamentari. Se questo non avviene, vuol dire che andiamo nella direzione giusta e continuiamo a confermarlo. Il governo rappresenta la posizione univoca che era scritta sul programma. Serve un chiarimento? Il chiarimento dipende dai fatti, quando ci dovesse essere un problema parlamentare ci si chiarisce, ma se non c’è questo problema non abbiamo nulla da chiarire”. Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky, ha affermato: “Berlusconi è un agitatore vip che agisce nel quadro della propaganda russa, baratta la reputazione dell’Italia con la sua amicizia con Putin. Le sue parole sono un danno per l’Italia. Getti la maschera e dica pubblicamente di essere a favore del genocidio del popolo ucraino”. Dura anche la reazione del portavoce del ministero degli esteri ucraino, Oleg Nikolenko, che su Facebook scrive che “le accuse insensate di Berlusconi contro Zelensky sono un tentativo di baciare le mani di Putin, insanguinate fino ai gomiti. Un tentativo di dimostrare la sua lealtà al dittatore russo”.