All’indomani degli attacchi russi contro un ospedale pediatrico a Kiev, l’Alleanza Atlantica ha espresso un forte impegno verso l’Ucraina durante il suo 75° summit a Washington. Il sostegno a Volodymyr Zelensky e la promessa di adesione dell’Ucraina alla NATO sono stati al centro delle discussioni.

Fonti vicine alla NATO hanno rivelato a Politico che nella dichiarazione finale del vertice sarà usato il termine “irreversibile” per descrivere il percorso di adesione di Kiev, con una chiara scadenza delineata. Il presidente Joe Biden ha ribadito che l’adesione dell’Ucraina è una questione di “quando” e non di “se”. La bozza della dichiarazione, che sarà finalizzata a breve, afferma che l’Ucraina diventerà il 33° membro della NATO una volta completate le riforme democratiche necessarie. Questa prospettiva rappresenta un cambiamento storico per l’Ucraina e una grande preoccupazione per la Russia.

Oltre alla garanzia di adesione, ulteriori buone notizie per l’Ucraina potrebbero arrivare con nuovi aiuti militari dagli Stati Uniti, inclusi sistemi Patriot e F16. Zelensky, giunto a Washington, ha dichiarato: “Faremo tutto il possibile affinché i terroristi russi perdano”. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha condannato gli attacchi russi e annunciato nuove decisioni per rafforzare il sostegno a Kiev.

Il summit di Washington mira anche a creare un comando NATO a Wiesbaden, in Germania, per coordinare aiuti e addestramento per Kiev. Altri obiettivi includono la creazione di un fondo per garantire un flusso continuo di denaro all’Ucraina e il trasferimento del coordinamento del Gruppo di contatto a Bruxelles. Inoltre, si intende potenziare il ruolo del generale Christopher Cavoli, a capo del Comando supremo delle potenze alleate in Europa, per garantire la continuità del supporto anche in caso di cambiamenti alla Casa Bianca.

Con la possibilità di un nuovo presidente americano meno incline a supportare l’Ucraina, Stoltenberg ha sottolineato l’importanza di un impegno aumentato degli alleati negli investimenti per la difesa. Attualmente, oltre 23 paesi membri della NATO spendono il 2% del PIL in difesa, rispetto ai 9 all’inizio del mandato di Biden. “Il 2% è il minimo, dobbiamo fare di più”, ha affermato Stoltenberg, ricordando l’obiettivo della NATO di mantenere la pace attraverso la deterrenza e gli investimenti nella difesa.