di WANDA CHERUBINI-  Questo pomeriggio, Luigi Silipo, il nuovo questore di Viterbo, ha incontrato la stampa dopo essersi insediato ufficialmente in mattinata. Silipo, che ha una lunga esperienza nella Polizia, avendo diretto per sei anni e mezzo la squadra mobile di Roma, ha espresso il suo entusiasmo e la sua determinazione nel nuovo ruolo.

“Questa è la mia seconda questura. È un piacere essere qua. Fortunatamente, ho colleghi qui da tempo e in gamba, quindi posso contare sulla loro conoscenza del territorio”, ha dichiarato Silipo. “Per me, la Polizia non è un lavoro, ma uno stile di vita: servire, aiutare e proteggere. Ogni settore della Polizia ha la sua dignità e importanza, dal lavoro operativo a quello logistico. Tutto è al servizio dei cittadini”.

Il questore ha sottolineato l’importanza del concetto di squadra, che considera fondamentale in ogni settore. “La mia vita professionale è stata quasi interamente nelle squadre mobili, dove ognuno porta il suo contributo. Come questore, vedo la squadra come un insieme che include non solo la Polizia, ma anche tutte le altre forze dell’ordine e soprattutto i cittadini, perché solo insieme possiamo migliorare il posto in cui viviamo”.

Silipo ha inoltre evidenziato la sua volontà di essere un questore vicino alla gente: “Mi piace parlare con le persone, ascoltarle e risolvere i loro problemi. La gente ha il diritto di sentirsi sicura, e noi dobbiamo mantenere questo livello di sicurezza”.

Riferendosi al futuro, ha espresso l’intenzione di continuare l’ottimo lavoro svolto dai suoi predecessori, adattandosi alle nuove sfide che ogni periodo storico presenta. Ha poi condiviso la sua visione della Polizia come un’istituzione che può cambiare il mondo, anche risolvendo problemi individuali che possono trasformare la vita delle persone. “La Polizia serve per cambiare il mondo. Basta cambiare il mondo di una persona per fare la differenza”, ha affermato.

Silipo ha anche menzionato casi drammatici di usura e femminicidi che lo hanno segnato profondamente, ribadendo l’importanza di dare giustizia alle vittime e alle loro famiglie. “Conoscere e ricordare le vittime di crimini efferati è ciò che mi spinge a fare questo lavoro”.

Infine, ha parlato dell’importanza della prevenzione e della sicurezza condivisa, sottolineando che la collaborazione dei cittadini è fondamentale. In vista dell’importante ricorrenza del 3 settembre, il trasporto della Macchina di Santa Rosa, ha assicurato che la sicurezza sarà una priorità assoluta. “Essere viterbesi significa onorare Santa Rosa in tutto e per tutto. Sono a disposizione per dialogare e ascoltare chiunque”, ha concluso.

Silipo ha chiarito che per lui la squadra è un’entità unica dove ogni membro rappresenta un organo vitale, sottolineando la condivisione del sacrificio e dell’impegno come elementi essenziali per il successo collettivo. “I corridoi della squadra mobile sono come vene dove scorre il mio sangue: questo è il mio credo”, ha detto in chiusura.