VITERBO – La terza edizione dell’evento promosso dalla RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – insieme al CAI, vede coinvolti i ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici.

A meno di due mesi dalla Conferenza COP26 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, torna con la sua terza edizione l’iniziativa Climbing for Climate organizzata dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – RUS e dal Club Alpino Italiano – CAI, coinvolgendo gli Atenei italiani aderenti alla RUS tra cui l’Università della Tuscia, in un’azione simbolica e coordinata di sensibilizzazione sulle problematiche del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità degli ecosistemi.
L’Università degli Studi della Tuscia e altri Atenei italiani ed europei organizzano escursioni e trekking di proprie delegazioni nei rispettivi territori, prediligendo aree protette e luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico sono tangibili, ponendo particolare attenzione ai temi della crisi ecologica e della perdita di biodiversità.
L’evento è patrocinato del Ministero della transizione ecologica – MiTE, dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI, dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, dal Comitato Glaciologico Italiano – CGI e da Sustainable Development Solutions Network – SDSN Italia.
“Da qualche decennio, si assistite, in molti ambienti, alla perdita di biodiversità e alla riduzione delle popolazioni di numerose specie animali, in particolare insetti. L’uomo, con i suoi comportamenti ed in particolare con la distruzione degli habitat, ha una grande responsabilità in queste alterazioni degli ecosistemi. È necessario che si prenda coscienza di questo per mettere in atto le corrette contromisure” ha dichiarato Mario Contarini, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) dell’Università della Tuscia.
L’escursione, organizzata dall’Università della Tuscia, dalla Commissione Regionale TAM Lazio e dalle sezioni CAI di Rieti, Amatrice, Antrodoco e Leonessa si svolgerà il 19 Settembre 2021 e avrà come meta il Lago Secco e il Bosco di Pannicaro, nel territorio di Accumoli all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga. Il percorso di 6,5 km e dislivello di circa 500 m, si sviluppa con pendenza costante fino a giungere alla radura lacustre dopo un lungo tratto in faggete a differente gestione selvicolturale. Il ritorno seguirà il medesimo percorso dell’andata.
Il ritrovo è previsto alle ore 9.30 al parcheggio sulla SR260 dopo l’uscita dalla SS4 per Amatrice. Da qui ci si sposterà in auto fino al punto di partenza dell’escursione, da cui si partirà alle 10.00. Arrivo al Lago Secco alle 12.45, dove si consumerà il pranzo al sacco e dove i responsabili CAI e i ricercatori dell’Università della Tuscia interverranno sulle tematiche degli effetti del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità. Il ritorno al parcheggio è previsto per le ore 16.00.
Sarà possibile partecipare all’escursione solo previo pagamento, entro venerdì 17, di € 7,50, necessari alla stipula della copertura assicurativa, e con un equipaggiamento personale costituito da: scarponi a caviglia alta, giacca a vento, indumenti antipioggia, acqua (almeno 1,5 litri), pranzo al sacco, ricambio completo.
Per maggiori informazioni sulla modalità di sottoscrizione della polizza assicurativa i partecipanti possono contattare le Sezioni CAI di Viterbo, Antrodoco, Leonessa, Amatrice per accordarsi su tempi e modalità della stipula.