ReiThera funziona, assicura il direttore scientifico dello Spallanzani Ippolito:”Anticorpi nel 92,5% dei vaccinati .Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini”

Presentazione dei dati di fase 1 del vaccino italiano Ippolito: “Anticorpi nel 92,5% dei vaccinati con ReiThera” “Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini” Tweet Vaccini, Reithera conclude Fase uno: “Ne produrremo 100 milioni in un anno” Vaccino anti Covid, ginecologi e pediatri: “Nessun limite in gravidanza” Ema. Vaccino Pfizer: seconda dose entro 42 giorni dalla prima In arrivo oggi altre 470mila dosi vaccino Pfizer. In campo i Prefetti su scorte e stoccaggio 05 gennaio 2021 “Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili. Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini. Il protocollo lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi e l’ipotesi è di chiudere la fase 3 entro l’estate”. Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito alla presentazione dei dati di fase 1 del vaccino italiano ReiThera.  Il protocollo di fase 2 per la sperimentazione del vaccino ReiThera GRAd-CoV2  “è pronto -. ha spiegato Ippolito – e contiamo di sottometterlo alle agenzie regolatorie in tempi brevi, prevedendo diverse opzioni che permetteranno di essere flessibili”. L’obiettivo, ha concluso, è andare “rapidamente alla fase 3 con l’ipotesi di chiuderla appunto entro l’estate”. ReiThera sicuro, picco risposta a 4 settimane  “Abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati. Il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose”,  ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito. In questa fase 1 il vaccino ReiThera”ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi. Il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose abbiamo risultati in linea con Moderna e Pfizer”, ha aggiunto Ippolito. I livelli di anticorpi, ha detto Ippolito, “sono coerenti con uno  schema di somministrazione singola e verosimilmente potranno aumentare con altre dosi. Ora ci aspettala fase 2 per la quale è necessario l’impegno dello Stato”. ReiThera in linea con altri ma monodose “La produzione di anticorpi -ha spiegato Ippolito – è uguale nelle tre dosi di vaccino Reithera sperimentate ed è comparabile alle persone che hanno avuto l’infezione naturale, ovvero i convalescenti. Il vaccino è nato per poter essere usato in emergenza anche con una sola dose e tutte le dosi inducono la produzione di anticorpi neutralizzanti, quelli in grado di neutralizzare il virus”.  A breve pubblicazione dati vaccino ReiThera I dati sul vaccino anti-Covid italiano ReiThera, relativi alla fase 1 di sperimentazione, verranno a breve sottoposti per pubblicazione su una rivista scientifica come da prassi. Lo sottolinea l’Istituto Spallanzani. Dalla sperimentazione, spiega l’Istituto in una nota, “è emersa un’attivazione armonica dell’immunità umorale (anticorpi) e dell’immunità cellulare (linfociti T). Dopo 28 giorni dalla vaccinazione oltre il 94% dei soggetti nella fascia d’età 18-55 anni vaccinati con una sola dose ha prodotto anticorpi, ed oltre il 90% – il 92,5% – ha sviluppato anticorpi con potere neutralizzante nei confronti del virus”. La risposta cellulare, ovvero la produzione di linfociti T indotta dal vaccino specifica contro la proteina spike del coronavirus, “è risultata estremamente robusta in tutti i soggetti valutabili nella fascia d’età 18-55 anni, e potenzialmente più elevata di quella dei pazienti con infezione naturale da SARS-CoV-2. Inoltre, la risposta osservata nei soggetti anziani non differisce da quella dei soggetti più giovani”. Le reazioni avverse del vaccino sono state “limitate per intensità e durata, e nessun volontario ha manifestato eventi collaterali di gravità tale da compromettere le attività quotidiane”. Quanto ai tempi, “non è irrealistico immaginare che il percorso potrebbe concludersi con l’approvazione da parte dell’agenzia Regolatoria Europea (EMA) entro la prossima estate”.