Dopo quasi una settimana dalla morte di Alexei Navalny, finalmente alla madre è stato concesso di vedere il corpo dell’oppositore, ma le autorità russe cercano di costringerla ad accettare una sepoltura “in segreto”.

Lyudmila Navalnaya ha denunciato le pressioni delle autorità in un nuovo video messaggio, rifiutando categoricamente tali condizioni. Nel frattempo, la portavoce del team di Navalny, Kira Yarmysh, ha rivelato che, secondo i documenti medici ufficiali, le cause della morte sono state dichiarate “naturali” dopo un’autopsia.

Lyudmila ha raccontato di essere stata portata nell’obitorio della città di Salekhard, dove il corpo di Navalny era stato trasferito, e di essere stata sottoposta a trattative in cui le autorità cercavano di convincerla a rinunciare a un funerale pubblico. Le è stato minacciato che, in caso di rifiuto, “potrebbero fare qualcosa al corpo”.

Nonostante tutti i documenti medici e giuridici siano pronti e firmati, Lyudmila si oppone alle condizioni imposte e vuole che la sepoltura avvenga pubblicamente, permettendo a tutti coloro che amavano Alexei di potergli dire addio.

Nel frattempo, alla riunione dei ministri degli Esteri del G20 a Rio de Janeiro, il ministro russo degli Esteri, Serghei Lavrov, ha ribadito il rifiuto a un’indagine internazionale sulla morte di Navalny, sottolineando che nessuno ha il diritto di interferire negli affari interni della Russia. Tuttavia, ha lamentato il fatto che le autorità russe non abbiano mai visto i risultati delle analisi del sangue eseguite su Navalny in Germania nel 2020.

Mentre le tensioni continuano a salire, con la madre di Navalny che respinge le pressioni delle autorità russe e la comunità internazionale che chiede un’indagine trasparente sulla sua morte, resta da vedere quale sarà il prossimo sviluppo di questa controversia che continua a tenere banco sulla scena politica russa e internazionale.