Il maltempo continua a flagellare l’Italia, con temporali e forti venti in arrivo al Sud nelle prossime ore. Nove regioni sono in allerta gialla, mentre Valle d’Aosta e Piemonte iniziano a fare la conta dei danni subiti durante il terribile weekend appena trascorso.

A Cogne, l’evacuazione dei turisti prosegue incessantemente, con circa mille persone già trasferite. Nel frattempo, Cervinia registra ingenti danni a negozi, bar, ristoranti e garage sulla centrale via Carrel. La ministra del Turismo, Daniele Santanché, è attesa in visita a Cogne per offrire supporto alla comunità locale.
Le previsioni indicano che pioggia e grandine continueranno almeno fino a mercoledì, quando si prevede il ritorno del sole grazie all’anticiclone delle Azzorre. Nel frattempo, Valle d’Aosta e Piemonte stanno preparando la richiesta di stato di calamità naturale. A Cervinia, i volontari sono già al lavoro per ripulire le strade dal fango, mentre a Macugnaga, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, il paese è descritto come un “cantiere a cielo aperto”.

Il presidente dell’Anci piemontese, Andrea Corsaro, ha lanciato un appello per realizzare interventi strutturali importanti per prevenire nuove emergenze climatiche. L’Uncem, l’Unione delle comunità montane, sottolinea come l’emergenza climatica riguardi anche grandi città come Torino, Milano e Genova, le cui seconde case sono spesso situate in zone montane colpite dai recenti eventi meteorologici.
Nel pomeriggio di ieri, la perturbazione ha colpito il Nord-Est, provocando una frana di fango e detriti sulla strada provinciale 347 del passo Duran, nel comune di Val di Zoldo, in provincia di Belluno. In Veneto è stato dichiarato lo ‘stato di attenzione’. Mentre al Nord si prevede un miglioramento del tempo, al Centro-Sud nove regioni sono in allerta gialla per temporali e venti forti. Tra queste regioni ci sono Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. A Napoli, per precauzione, sono stati chiusi parchi, il pontile nord di Bagnoli e le spiagge pubbliche.

L’instabilità meteorologica sta influenzando negativamente il turismo, con un notevole calo delle presenze non solo in montagna ma anche nelle località balneari di Lazio e Liguria. Secondo il sindacato dei balneari, il calo delle presenze varia dal 10% al 60%, mettendo a rischio l’intera stagione turistica.