Roma, 25 feb. (askanews) - "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Solo in tarda sera e tra tensioni, arriva la richiesta di fiducia del governo in Aula alla Camera. La votazione avrà inizio alle 20:30, le dichiarazioni di voto cominceranno alle 19.
Dopo la votazione sulla fiducia che il governo ha posto a Montecitorio, si  terrà la seduta fiume. Intanto presidio di protesta del M5s alla Camera contro la manovra e il governo che “ha sabotato il confronto”. “La situazione è grave e indecente – ha scritto sui social il leader M5s, Giuseppe Conte- Il governo non permette un confronto sulla manovra: abbiamo deciso di presidiare l’aula e di parlarne in trasparenza qui con tutti voi”. In particolare l’ultimo scontro ruota intorno all’emendamento da mezzo miliardo per i Comuni che viene stralciato per mancanza di coperture tra le proteste delle opposizioni. A far discutere anche il bonus per i diciottenni. Il centrosinistra lamenta il mancato rispetto delle proprie prerogative e una gestione dei lavori che per Marco Grimaldi (Avs) rappresenta “un abominio”. E decide così di abbandonare i lavori della commissione, accogliendo la richiesta di fiducia in Aula tra le urla. A Montecitorio da più parti viene quotata l’ipotesi di un voto all’alba di sabato, dopo una seduta fiume notturna. Ma c’è chi non esclude si arrivi all’ora di pranzo. E a complicare le cose c’è anche l’incastro dei programmi d’Aula. Se l’ok alla manovra dovesse slittare addirittura a lunedì – ipotesi per la quale l’opposizione non nasconde di tifare – si renderebbe quasi impossibile l’approvazione finale del decreto rave che scade il 30 dicembre.