Manovra, entro giovedì mattina Giorgia Meloni conta che il Senato approvi il via libera definitivo sul testo blindato. Poi nella conferenza stampa di fine anno, prevista per il 29 dicembre, la premier tirerà un primo bilancio. Dentro la maggioranza ripartirà in fretta il pressing dei partiti per migliorare alcune misure incluse nella legge di bilancio da 35 miliardi.

La prudenza ha consigliato all’esecutivo di mettere da parte un paio di miliardi di euro, alla fine non stanziati durante l’esame alla Camera che saranno utili in vista di un nuovo decreto aiuti. Nella manovra secondo la maggioranza ci sono una serie di novità che danno un segnale della visione dell’esecutivo, dalla flat tax per gli autonomi allo stop alla legge Fornero con l’introduzione di Quota 103, dalla stretta al Reddito di cittadinanza alla tregua fiscale. Alcuni capitoli sono saltati, come la soglia di 60 euro per l’obbligo del Pos o è  stato depotenziato, come per le modifiche a Opzione donna: tanto che un ordine del giorno di FdI, approvato assieme alla manovra, impegna il governo ad ampliare la platea e anche la Lega ritiene che si potesse fare di più. Intanto il decreto anti-Rave arriva alle battute finali: dopo essere stato approvato il 13 dicembre al Senato, la Camera ne conclude l’esame in Commissione Giustizia dando il mandato al relatore 10 giorni dopo: il 23 dicembre.
In attesa di verificare gli effetti positivi del tetto al prezzo del gas definito dall’Ue, la crisi energetica resta, assieme alla congiuntura economica e al conflitto in Ucraina, fra i principali fattori di incertezza per lo scenario futuro.