La manovra si prepara al varo atteso nelle prossime ore in consiglio dei ministri. Tra le priorità il taglio del cuneo rafforzato fino a 3 punti per i redditi bassi, il superamento della legge Fornero con una soluzione ‘ponte’ che vincola quota 41 al paletto dei 62 anni di età, una stretta sul reddito di cittadinanza per la quale si valuta anche il possibile taglio dell’assegno.

Una legge di bilancio che va verso i 32 miliardi, di cui i due terzi (21 miliardi in deficit) destinati tutti all’emergenza energia.  Il consiglio dei ministri è convocato nel pomeriggio, intorno alle 17. Tra le certezze, oltre al pacchetto dedicato all’energia, per il cuneo fiscale si va verso una replica del taglio di 2 punti introdotto dal governo Draghi per i redditi fino a 35mila euro, mentre il taglio sarà incrementato a 3 punti per le fasce più fragili, con reddito inferiore a 20mila euro. Sulla flat tax resterebbe confermato l’aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva, mentre sembra perdere quota l’ipotesi di introdurre anche una flat tax incrementale. Rimarrebbe poi l’azzeramento delle cartelle sotto i mille euro, mentre è accantonato lo scudo fiscale per i capitali all’estero. Per le famiglie si pensa ad incrementare l’assegno unico e ad un intervento sui congedi parentali. Sicura invece la rimodulazione degli extraprofitti.